Lazio, Gattuso: “Scorretto parlare di Europa: troppe pressioni. Stadio? Brucia anche ai tifosi non venire”

Le parole in conferenza stampa dell’allenatore della Lazio Gennaro Gattuso al termine della sfida contro il Milan

Da Lazio-Mantova è passato un oceano, cosa hai fatto?

«Il merito è dei ragazzi che sono arrivato, dei mille e passa tifosi che ci hanno accompagnato oggi allo Stadio. Quello che dispiace di più è che vorrei che la squadra stesse sul pezzo e sulle gambe nel secondo tempo. Con quella veemenza e quella voglia per 90′. Oggi abbiamo subito i loro cambi e la loro qualità, dispiace, ma ci è andata anche bene, siamo stati bravi a rimanere in partita»

Ti sei prefisso di portare un cambio di mentalità nella Lazio?

«La mia storia da allenatore dice una cosa: quando sono andato via dal Milan hanno vinto il campionato, così come al Napoli. Io ci tengo, vivo per questa cosa qua, per andare alla ricerca della disciplina, cosa vuol dire arrivare puntuali al campo, a dare delle regole. Per me è importante. Tutti i giocatori mi riconoscono questo, noi abbiamo cominciato dal primo giorno a venire qua, sforzandoci e non stressandoci. Quando hai a che fare con bravi ragazzi e riesci a fargli capire che il lavoro alla fine paga, ti rende felice. Il merito è loro, perché credono in quello che stiamo facendo»

Avete giocato alla pari con una big, il DS ha dato come obiettivo l’Europa…

«Abbiamo già abbastanza pressioni, sappiamo bene quali sono. Giocare come stiamo facendo non è facile, secondo me non è corretto che il direttore dica questo, non è polemica, è normale che alla Lazio si pensi questo. Ma noi dobbiamo andare avanti partita dopo partita. Non sono d’accordo che l’Europa sia l’obiettivo minimo, la penso così, è una pressione inutile, c.he non possiamo permetterci. Oggi ha contato l’atteggiamento, noi dobbiamo essere bravi a proseguire su questa squadra. Abbiamo toccato con mano che quando non siamo brillanti diventiamo vulnerabili. Poi ci sta che soffri il Milan con i giocatori che ha. Ci teniamo questo punto»

Le era mai capitato alla quarta giornata di essere accompagnato da così tanti tifosi nella sua carriera?

«Brucia anche a loro non venire allo stadio, a tutti brucia. Per come amano questo club, vedi bambini piccoli che hanno il veleno: guai se gli tocchi la loro squadra. Tutti vorrebbero venire all’Olimpico, loro sono venuti perché hanno visto che i giocatori gli stanno trasmettendo qualcosa. Non ti nego che mi sono emozionato, vedere persone anziane fare i cori, sono cose belle. Per me il calcio senza tifosi non piace, non è calcio. Il calcio è quando fai gol e vai sotto la curva»

C’è un rammarico in particolare? Cosa ha dato fastidio alla Lazio nel secondo tempo?

«Abbiamo commesso un errore, dovevamo difendere di reparto. Metà squadra andava sui riferimenti e metà squadra andava di reparto. Ci siamo abbassati troppo e li abbiamo sofferti. Sicuramente tanti di voi diranno che Pinamonti non ha tenuto un pallone, ma è dura tre contro uno. Fra primo e secondo tempo la differenza è stata questa. Non abbiamo mai rubato palla»

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