
Lazialità festeggia i suoi primi 40 anni di vita. Fondata nel settembre del 1985 da Guido De Angelis, “Lazialità” è stata negli anni un magazine, un tabloid, la rivista ufficiale della Lazio e anche un format televisivo e un sito. Tante anime, un’unica missione: raccontare, custodire e diffondere l’amore per i colori e per la storia della Prima Squadra della Capitale.
Un traguardo storico che “Lazialità” festeggerà insieme a tutti i suoi lettori e ai tifosi della Lazio sabato 27 settembre 2025. Il countdown verso il grande giorno è iniziato e abbiamo deciso di accompagnarvi in quest’attesa pubblicando ogni giorno una copertina storica di “Lazialità”.
-11: Tu chiamale se vuoi Emozioni…

Facciamo un piccolo passo indietro. Tifosi laziali, mettetevi seduti perché è arrivato il momento di un bagno di emozioni forti. Se ieri abbiamo ricordato Vladimir Petkovic e la copertina di gennaio 2013, oggi torniamo a dicembre 2012, quando “Lazialità” usciva in edicola con un numero speciale pieno di contenuti.
Novembre era stato infatti un mese carico di emozioni. La Lazio aveva vinto il derby con un ricordo particolare a Gabriele Sandri e allo stadio Olimpico era tornato Paul Gascoigne. Proviamo a riassumere tutto in poche righe con le parole usate da Guido De Angelis nel suo editoriale: “Gazza è stato uno dei personaggi più amati degli ultimi anni e averlo visto sotto la Nord è stata un’emozione forte per tutti noi“.
E ancora: “La vittoria nel derby dell’11 novembre è stata straordinaria. La partita è stata vinta sul campo e sugli spalti nel nome di Gabriele Sandri, con la Nord che è stata cornice perfetta al bellissimo ritratto di Gabbo e a quel momento toccante, quando Cristiano Sandri, con in braccio il piccolo Gabriele, ha calcato il terreno di gioco“.
La Lazio correva forte, così come le emozioni. La terza vittoria consecutiva nei derby era avvenuta grazie ad uno spettacolare 3-2 con i gol di Candreva, Klose e Mauri. Qualche giorno dopo, il 23 novembre, in occasione di Lazio-Tottenham di Europa League, Gascoigne tornò all’Olimpico, salutando e commovendo tutto lo stadio. E così, come cantava Lucio Battisti, “tu chiamale se vuoi… emozioni!“
