L’intervento del nostro direttore, Guido De Angelis, in apertura della trasmissione “Quelli che…”, in onda sulle frequenze 98.100 di RadioseiLazio:
«Ieri, a Formello, è andata in scena l’amichevole tra Lazio e Arezzo, una gara giocata senza pubblico e in un silenzio assordante. Sicuramente è stato un test utile a Gattuso e alla squadra per non staccare la spina, ma al tifoso della partita di ieri non è rimasto nulla. Sarebbe stato bello, invece, andare a giocare in posti come Rieti o Viterbo, come fece la Lazio del ‘74, che quattro giorni dopo lo scudetto andò a Velletri per disputare un’amichevole celebrativa: 10-15 mila sostenitori veliterni biancocelesti, tra cui tantissimi bambini, riempirono lo Stadio Comunale. Perché non fare amichevoli in provincia, in modo tale da riavvicinarsi a quelle zone che sono state abbandonate da 22 anni? Lì ci sono una marea di tifosi laziali e molti di questi li stiamo perdendo o li abbiamo già persi. La società non riesce più a prendere iniziative per la sua gente: si tratta di dettagli che, a volte, fanno la differenza. In tutto questo, mentre a Formello si disputava l’amichevole contro l’Arezzo, il proprietario della Lazio era seduto sulle tribune dello stadio Granillo di Reggio Calabria per assistere alla partita della Reggina. Ma come si può sopportare ancora una cosa del genere? Prima, vedendo certe immagini, ci saremmo arrabbiati. Ora, invece, stiamo normalizzando l’assurdità».