In un’ intervista al Corriere della Sera, l’ex attaccante biancoceleste Felipe Caicedo ha rilasciato una lunga dichiarazione per analizzare e dire la sua sul momento attuale in casa Lazio. Di seguito l’intervista completa:
“Sono rimasto un tifoso della Lazio, di conseguenza le auguro di sorprendere e di vivere una grande stagione. L’inizio è stato entusiasmante, la squadra mi piace sia per il gioco sia per le individualità. La rosa è assolutamente di valore, ci sono Mandas, Sutalo, Tavares, Frattesi, Taylor, Zaccagni e Isaksen. La qualità c’è. Inoltre c’è una panchina più lunga rispetto al solito. Penso ci sia tutto per far bene. Pinamonti lo considero un buon attaccante, ambientarsi a Roma e in una squadra importante richiede tempo ma credo che potrà far bene e garantire un buon numero di gol. Un giocatore che mi sembra migliorato rispetto all’anno scorso è sicuramente Noslin. L’anno scorso veniva considerato più che altro come vice Zaccagni. Ora mi sembra più motivato, gioca più spesso e si può muovere centralmente. Sa legare bene il gioco con i centrocampisti e inoltre mi sembra più efficace in zona gol. Non penso proprio che il ballottaggio tra i due possa creare delle tensioni. Ormai, anche in una stagione senza coppe come questa, ci sono tante partite e tra squalifiche e infortuni c’è sempre bisogno di tutti. Bisogna semplicemente farsi trovare pronti, io in tal senso penso di saperne qualcosa. Inoltre non escluderei che a volte Gattuso possa anche decidere di schierarli insieme. Per il resto mi sta sorprendendo tutto. Sicuramente il gioco, perché la squadra crea tante occasioni da gol. Senza palla i biancocelesti aggrediscono alto. Vedere la Lazio è un piacere. Gattuso è riuscito a creare un gruppo solido, si vede che i giocatori sono con lui: corrono tanto, mettono cuore e coraggio, cose che onestamente l’anno scorso non vedevo. Inoltre ha rivalutato giocatori che nella passata stagione erano ai margini della squadra: Belahyane, Noslin, ma anche Isaksen, che mi sembra più incisivo in zona gol. Ha anche lanciato, senza paura, un giovane come Floriani Mussolini e anche quelli che entrano dalla panchina si inseriscono molto bene in partita. Sono ottimista perché vedo un gruppo compatto, c’è entusiasmo e si percepisce. Se all’interno dello spogliatoio c’è voglia di soprendere, diventa tutto più facile”.