Bologna-Lazio, le pagelle: difesa solida, Dele e Noslin si riscattano

Al termine di Bologna-Lazio (2-5 d.c.r.) arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.

PROVEDEL 7 – La deviazione di Gila lo spiazza sul vantaggio di Castro, per il resto non deve esibirsi in parate. Fino al rigore di Ferguson, ipnotizzato dagli undici metri. Al netto degli scettici, Sarri lo ha rimesso al centro della Lazio.

MARUSIC 6,5 – Tiene a bada Cambiaghi e per una volta fa anche qualcosa di buono in avanti, servendo un buon pallone a Dele-Bashiru per propiziare il pareggio. Si prende la responsabilità dagli undici metri nella lotteria finale. Calcia il peggior rigore dei quattro, ma per fortuna segna e ci tiene in vantaggio. Esperto negli ultimi duelli con Bernardeschi, aveva iniziato male rimettendo in gioco con la testa per vie centrali più di un cambio di gioco rossoblù.

GILA 6,5 – Un’ottima ripresa dopo un primo tempo svagato. Clamorosa l’ingenuità che regala il primo gol: va bene la marcatura a zona, ma si dimentica completamente Castro, che batte a rete. Aveva già preso un giallo assurdo per un pestone a Ferguson dopo l’ennesima uscita anarchica. Si fa perdonare con un secondo tempo quasi perfetto sul centravanti argentino.

ROMAGNOLI 6,5 – Rientra dall’inizio e gioca da veterano, senza rubare l’occhio, ma senza sbavature. Sbroglia qualche pericolo in un secondo tempo in cui deve spazzare via tanti cross. Una conclusione murata, qualche anticipo importante. Normale amministrazione, per uno come lui.

PELLEGRINI 6 – Primo tempo pulito in uscita, nel secondo Orsolini lo salta spesso, ma senza riuscire poi a rendersi concretamente pericoloso. Qualche fallo sciocco, ma ha tenuto egregiamente.

ROVELLA 5,5 – Torna da titolare dopo una vita, era addirittura il derby di fine settembre. Fa enorme fatica con Odgaard, che lo scherma e gli consente solo gli appoggi più scolastici. Mai in verticale, è nettamente – e fisiologicamente – in ritardo di condizione e deve giustamente mettere minuti nelle gambe. In quel ruolo Cataldi è una certezza e riprendersi il posto non sarà semplice.

TAYLOR 6 – Un passo indietro rispetto a Torino: nel primo tempo si nasconde, nella ripresa entra in partita con difficoltà. Comunque glaciale dal dischetto che fa partire l’esultanza finale: spiazza Skorupski e ci porta in semifinale.

DELE-BASHIRU 7 – Primi 45’ da fantasma, nel complesso è spaesato nella seconda frazione, non riuscendo a far valere come dovrebbe la fisicità imponente. Alla fine dei conti, però, si rende protagonista di uno strappo per tempo: prima della mezz’ora provocherebbe un’espulsione da ultimo uomo di Ferguson, in avvio di ripresa si toglie di dosso lo stesso Ferguson e serve l’assist a Noslin per il gol del pareggio. Per adesso va bene così.

ISAKSEN 6,5 – Un errore in uscita – come a San Siro con l’Inter – regala l’angolo battuto da Moro per il vantaggio emiliano. Tuttavia, resta l’unica vera sufficienza di un brutto primo tempo e uno dei pochi a dare la sensazione di potersi accendere anche nel secondo. Poco concreto, come spesso gli capita, ma comunque vivo.

MALDINI 6,5 – Poca grinta, qualche pallone perso malamente, la sensazione di giocare sulle punte. Tutto sommato, però, si conquista qualche punizione e compie l’unico vero tiro in porta della nostra partita, sugli sviluppi di un calcio di punizione di Pedro. Cala col passare dei minuti e Sarri getta nella mischia Dia.

PEDRO 6 – Una punizione battuta con furbizia pescando Maldini, poi tanto movimento. Si abbassa in mediana per aiutarci a uscire. Poi si fa male in maniera fortuita e lascia il Dall’Ara addirittura in barella. Niente frattura, per fortuna. Non fare scherzi, Pedrito…in assenza di Zaccagni, perderlo sarebbe un colpo molto duro.

I cambi

CANCELLIERI SV – Entra per le battute finali e non è giudicabile.

TAVARES 6,5 – Prendere o lasciare, subentra a 10’ dalla fine e ci spiega perché Sarri ci abbia rinunciato: per intestardirsi in uscita perde un pallone sanguinoso che rischia di mandare in porta il Bologna, poi calcia malissimo una punizione dalla trequarti mancina nei minuti di recupero. Per fortuna nel finale si ricorda di essere un treno ad alta velocità, fa ammonire Vitik e trasforma alla grande il primo rigore. Personalità.

CATALDI 6 – Parte a sorpresa dalla panchina ed entra in campo per l’ultima mezz’ora. Porta ordine e geometrie, verticalizza e calcia a centimetri dal palo di Skorupski. Padrone del ruolo, per Sarri è un punto fermo. E il suo quinto rigore, stavolta, non è neppure servito.

DIA 6 – La fragilità con cui affronta i duelli fisici denota una scarsa verve. A fine gara, però, va da Sarri e gli chiede di calciare un rigore importante. Trasformandolo con freddezza. Sul più bello, non ha tradito. Che sia un’iniezione di fiducia per il prosieguo! Lo aspettiamo…

NOSLIN 7 – Tanto irritante con la Juventus quanto risolutivo nella ripresa in coppa Italia. Qualche apertura panoramica, tanti ripiegamenti, copre le spalle a Pellegrini e Tavares e – soprattutto – trafigge il portiere rimettendoci in carreggiata al 48’. Questa manifestazione gli porta bene.

L’allenatore

SARRI 8 – La gestione della ripresa, quella dei rigori, il sorriso finale. I palloni alti sono un problema per la retroguardia, ma i secondi 45’ sono maturi e dimostrano la compattezza di un gruppo che ha forgiato da solo, da motivatore vero. Nonostante mercato bloccato, arbitraggi, mancati rinnovi di contratto, cessioni illustri di gennaio e maree di infortuni, ha già buttato fuori dalla coppa Italia la detentrice (Bologna) e l’altra finalista (Milan). Due rose ben più quotate di noi. Ora c’è l’Atalanta di Palladino. Chapeau.

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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