40 anni di Lazialità, -49: il countdown con le copertine che hanno fatto la storia

Lazialità festeggia i suoi primi 40 anni di vita. Fondata nel settembre del 1985 da Guido De Angelis, “Lazialità” è stata negli anni un magazine, un tabloid, la rivista ufficiale della Lazio e anche un format televisivo e un sito. Tante anime, un’unica missione: raccontare, custodire e diffondere l’amore per i colori e per la storia della Prima Squadra della Capitale.

Un traguardo storico che “Lazialità” festeggerà insieme a tutti i suoi lettori e ai tifosi della Lazio sabato 27 settembre 2025. Il countdown verso il grande giorno è iniziato e abbiamo deciso di accompagnarvi in quest’attesa pubblicando ogni giorno una copertina storica di “Lazialità”.

-49: “L’Alieno” Alen Boksic

La copertina di oggi è dedicata ad un grande campione della storia della Lazio: Alen Boksic. L’immagine ci riporta indietro nel tempo sino all’ottobre 1994. Arrivato nella capitale l’anno prima, nel novembre 1993, nella stagione in cui si era classificato quarto nella classifica per il Pallone d’Oro, il croato resterà in biancoceleste per sette stagioni, fino al 2000.

Soprannominato “l’Alieno”, la Lazio sarà per Boksic la squadra con la quale realizza più presenze (156) e gol (43) in carriera. Nella stagione ‘99-’00 totalizza 19 presenze in campionato, contribuendo alla vittoria dello Scudetto con quattro gol (uno solo all’Olimpico, ndr) e due assist. Curiosità: segnò in entrambe le gare contro la Fiorentina.

Il presidente Sergio Cragnotti, in un’intervista rilasciata al nostro direttore Guido De Angelis nel 2025, ha confidato: “Alen Boksic è stato il mio campione preferito. Nel mio percorso alla Lazio non posso che nominare lui, a partire dal modo rocambolesco con il quale lo acquistammo. Diede un grande contributo al progetto Lazio. Grande campione e grande uomo, con un carattere forse un po’ troppo difficile da gestire“.

Con la potenza di un tuono e l’eleganza di un fuoriclasse, Alen Boksic ha lasciato un segno indelebile nella storia biancoceleste. Un ricordo luminoso di un talento raro e selvaggio.

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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