Lazio, Gattuso: “Mi sarei accontentato di un punto, ma i ragazzi volevano vincerla. Mancano 12 punti all’obiettivo”

L’allenatore della Lazio Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa al termine della partita contro il Cagliari vinta per 2-1 grazie alle reti di Isaksen e Pinamonti. Di seguito le sue dichiarazioni:

Non parlate di classifica nello spogliatoio?

«Oggi i ragazzi hanno sorpreso pure me. Un punto me lo sarei portato a casa contento. La volevano vincere a tutti i costi. I cambi ci hanno dato energia, voglia, veemenza. Il Cagliari contro la Roma ha avuto nove palle gol, sapevamo che avrebbero messo un uomo su Tavares. Non siamo stati bravi su questo, dovevamo fare meglio nella catena di destra. Nel secondo tempo abbiamo sviluppato in maniera migliore. Il merito è dei ragazzi, l’hanno portata a casa con la voglia. Classifica? Mancano 12 punti all’obiettivo, poi si vede. Se non avessimo vinto oggi, saremmo stati tutti là. Non puoi sbagliare niente. Ci sono allenatori molto preparati, oggi è stata la dimostrazione. Eravamo anche un po’ sulle gambe. Bravi a rimanere in partita e a fare un lavoro incredibile a livello mentale. Ho ancora negli occhi Taylor che ferma due contropiedi e riparte. So che i miei ragazzi leggono sui social, ormai è così. Voglio dirgli che il lavoro paga, se sei coerente i compagni ti fanno diventare leader. Secondo me questo è importante, è quello che mi rende più orgoglioso».

Oggi fa tre cambi coraggiosi, togliendo Tavares, Frattesi e Zaccagni. Quanti meriti si prende?

«Da parte mia c’è rispetto per i giocatori, ma vogliamo fare determinate cose. Può starci una giornata no e mi sembrava giusto avere forze fresche. Stavamo là e non facevamo male agli avversari. Arrivavamo poco sulle seconde palle. Anche Belahyane ha giocato al di sotto, ma è giusto così. Cataldi ci poteva dare qualcosa in più. Nuno non ha fatto la sua miglior partita, Zaccagni ha preso una botta e non stava bene. Anche Provstgaard ha fatto fatica in fase di impostazione. Quando succede questo è perché ho giocatori che mi danno la sicurezza di metterli in campo. Ho rischiato nelle ultime partite, sono partiti sempre gli stessi e qualcosa puoi pagare».

Che sta succedendo in questo momento? Come sta Zaccagni?

«Zac ha preso una botta. Devo fare i complimenti al nostro capitano, ha avuto un lutto ieri sera: è venuto a mancare suo zio. Oggi non stava bene, è normale. Chapeau a lui che si è messo a disposizione ed è entrato in campo. Questo fa capire che ambiente si è creato. Credo abbia preso una ‘vecchietta’. Faccio le condoglianze a tutta la famiglia. Leggo poco, non smanetto. Mi sono chiuso a Formello e ho avvertito che c’erano persone che mi hanno dato la vita. Grande disponibilità. A Formello ci sono grandi Laziali, potrei fare i nomi. È gente che esulta e sta male quando le cose non vanno bene. Dopo Mantova sembrava un funerale. Ho fatto una riunione e ho detto che non era morto nessuno. C’era delusione ma bisognava continuare con l’entusiasmo che ho visto in ritiro. Questa squadra dal primo giorno ha lavorato con voglia e senso d’appartenenza. Sembra che ci conosciamo tutti da 10-15 anni. Non sapevo nulla di quello che si diceva fuori. Ho lavorato, e ho provato a fare qualcosa di diverso. Do meriti sempre ai ragazzi, sono gli artefici di quello che sta succedendo».

Ha vissuto emozioni forti con i Laziali già adesso. A che punto è il suo rapporto con i tifosi?

«Quando vedi, prima del Milan, quello che hanno fatto. Prima del Parma, a Reggio Emilia sembrava ci giocassimo lo Scudetto. Anche le persone che vengono qua, pian piano aumentano. Per me è incredibile. Chi viene allo stadio è un eroe per me. Mi piacciono queste cose. Vivo di questo, di emozioni. Io devo avere il formicolio allo stomaco, altrimenti divento deleterio. Se comincio ad emozionarmi incido, perché vivo di emozioni. Per me è qualcosa di incredibile. Sono contento, stiamo dando una gioia a tutti, speriamo di continuare. Ci sono stati eventi incredibili, c’è grande passione. Il problema più grande è che sono coerenti, è difficile fargli cambiare idea».

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