Al termine di Lazio-Cagliari 2-1, il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso è intervenuto ai microfoni di DAZN.
Di seguito, le sue parole:
«Emozioni nel finale? È stata una sfida molto difficile, merito al Cagliari. Abbiamo fatto fatica, però chi è entrato lo ha fatto con la giusta mentalità, cambiando la partita. Era una gara importante per noi e oggi abbiamo fatto di tutto per portarla a casa. Il Cagliari è una squadra fastidiosa, che si difende e attacca bene. Grandissimi complimenti ai miei ragazzi.
L’aspetto migliore di oggi? Il fatto che chi è entrato abbia mostrato veemenza e voglia, riuscendo a cambiare la partita. Questo, per un allenatore, è importante. Non giocare dà fastidio a tutti, ma oggi i cinque cambi hanno fatto la differenza. E questo mi rende orgoglioso.
Classifica? Siamo tutte lì. Mancano 12 punti al traguardo che ci eravamo prefissati a inizio stagione. Le difficoltà le tocchiamo con mano: sono tutte squadre equilibrate e strutturate. Dobbiamo pensare partita dopo partita e poi vedremo. Meglio non guardare la classifica, altrimenti ci gira la testa. Dobbiamo pedalare, riposare e poi pedalare ancora forte.
Squadra più matura? La verità è che questa è una squadra che ci crede. I ragazzi stanno bene insieme. Le avversarie cominciano a capire bene anche il valore di questi giocatori e noi dobbiamo essere bravi a trovare una soluzione. Oggi Nuno ha avuto per tutta la partita un uomo addosso: dobbiamo essere bravi a leggere queste situazioni e a non dare punti di riferimento. Pedraza, quando è entrato, lo ha fatto molto bene. Dopo la brutta sconfitta in Coppa Italia, abbiamo continuato a credere in quello che facciamo: non si molla di un centimetro. Si corre, senza lamentarsi: questo è lo spirito che ci sta portando avanti. Senza questo, siamo una squadra normale.
Cragnotti? Non l’ho incrociato. Mi piacerebbe incontrarlo un giorno: è stato un presidente di grandissimo livello. Zaccagni? Ha preso una botta e non era fluido nella corsa. Ho preferito tirarlo fuori per non rischiare nulla. Si è dimostrato un grandissimo capitano. Stanotte ha avuto un lutto: è morto suo zio, a cui era molto legato. Da questo si capisce che tipo di giocatore sto allenando. I ragazzi ce la stanno mettendo tutta».