«Nelle prossime settimane ci sarà un passaggio molto importante relativamente al Flaminio: la Giunta Capitolina dovrà decidere sulla concessione del pubblico interesse. Si tratta del prossimo step da compiere, un passaggio fondamentale, ma sul quale al momento vige un silenzio un po’ assordante. Se la Lazio non dovesse ricevere un parere positivo entro ottobre, il progetto non andrebbe avanti». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata, durante la trasmissione “Quelli che…”, in onda su RadioseiLazio, alla frequenza 98.100.
L’opinionista ha poi proseguito: «Lotito parla del Flaminio come di una cosa destinata a realizzarsi e anche da parte del Campidoglio esiste tutta la volontà di procedere sulla via della par-condicio degli stadi romani. La Soprintendenza ha fornito due prescrizioni importanti, in relazione alle quali la Lazio è obbligata a intervenire: il mantenimento della pensilina, che il progetto presentato dalla Lazio aveva rimosso, e l’abbassamento dell’altezza del secondo anello, con la conseguente riduzione della capienza dello stadio a circa 43 mila posti. Senza questi due interventi è inutile anche solo parlare del Flaminio, senza dimenticare poi tutta la parte economica, che resta fondamentale. Si tratta di una partita tutta da giocare: l’amministrazione comunale continua a professare ottimismo».