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Lazio, Cragnotti: “Anche io fui contestato, ma lo stadio non si lascia vuoto. Scudetto? Aspettiamo la fine del girone d’andata”

Era seduto sugli spalti in tribuna durante l’ultimo match casalingo della Lazio in campionato contro il Cagliari. L’ex presidente, Sergio Cragnotti, ha rilasciato una lunga intervista a “La Gazzetta dello Sport” nella quale ha potuto affrontare diversi temi, dall’analisi del lavoro di Gattuso alla contestazione dei tifosi. Ecco alcune delle dichiarazioni del patron dell’ultimo scudetto biancoceleste.

Cragnotti, l’intervista a La Gazzetta dello Sport

Sergio Cragnotti ha iniziato l’intervista raccontando i motivi che l’hanno spinto ad essere presente allo stadio Olimpico contro il Cagliari: “Adesso lo posso dire. Ho deciso con mio figlio Massimo di andare allo stadio proprio perché si era creata questa opportunità. Dopo la sconfitta dell’Inter nel derby c’era la possibilità di salutare la Lazio capolista solitaria e noi volevamo esserci“.

La Lazio è in cima alla classifica di Serie A dopo dieci giornate e sta infrangendo record su record. Per Cragnotti l’andamento dei biancocelesti non è frutto del caso: “Questo gruppo sta facendo cose straordinarie. E se le ha fatte per dieci partite vuol dire che non è casuale. Però credo sia meglio avere prudenza. Gattuso e i suoi giocatori devono continuare a pensare a una partita per volta, senza porsi traguardi a lungo termine. L’unico obiettivo deve essere quello di ottenere il massimo nella partita successiva. Per dire dove questa Lazio possa arrivare aspettiamo almeno la fine del girone di andata. Non lo dico per scetticismo, ma perché ritengo che non è il momento di mettere pressioni a questi giocatori”.

L’ex presidente Cragnotti ha poi detto la sua sul tecnico Gattuso: “Credo che la vera differenza la stia facendo lo spirito di rivalsa che anima molti giocatori e il tecnico stesso. Rino da giocatore era uno tutto grinta e generosità. Da allenatore ha completamente cambiato il suo modo di fare calcio. Gli vanno solo fatti i complimenti per quello che è riuscito a creare. E mi auguro che continui così a lungo”.

L’ultima battuta è sulla contestazione dei tifosi alla dirigenza e sull’Olimpico che continua a rimanere semivuoto: “La protesta dei tifosi? È una cosa che non capisco e che mi trova in totale disaccordo. Le contestazioni vanno sempre accettate, non discuto questo. Ma, se proprio le si vuole fare, che le si faccia in altre sedi, non allo stadio. Così facendo questa protesta diventa deleteria perché lascia sola una squadra che invece meriterebbe tutto l’affetto e il tributo del suo popolo. Domenica con il Cagliari c’era un po’ più di gente (circa 13 mila spettatori, ndr), ma Gattuso e i suoi ragazzi meriterebbero un Olimpico pieno. Le contestazioni nei confronti dei presidenti fanno parte del calcio, anch’io ne ho subite tante e anche molto dure, a cominciare da quella per la cessione di Signori al Parma (poi revocata proprio per le veementi proteste dei tifosi, ndr). Ma lo stadio non è mai stato lasciato vuoto e anche adesso non dovrebbe accadere“.

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