Ha da poco messo la parola: “Fine” sulla sua gloriosa carriera da calciatore e accettato una nuova avventura nei panni di capo delegazione della Nazionale italiana Under 16. L’ex attaccante della Lazio, Ciro Immobile, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Vivo Azzurro nella quale ha analizzato diversi temi, dalla crescita dei giovani alle emozioni che sta vivendo in questa fase della sua vita.
Il primo argomento è proprio l’addio al calcio giocato: “Ho avuto una forte emozione quando ho messo piede in campo per allenarmi mentre la squadra riposava. Sono subito tornati alla mente i bei momenti lasciati qui. Coverciano è simile a come l’avevo lasciata: come dimenticare le grigliate all’Europeo davanti alla foresteria, le giornate passate in camera con Belotti, Florenzi e Pellegrini a giocare alla Playstation. Sono cose che ti restano dentro. Il momento più bello in Nazionale per me è stata la finale dell’Europeo, è stata l’apoteosi”.
Ciro Immobile ha poi proseguito: “E’ un orgoglio per me entrare di nuovo nella famiglia della Nazionale. Sono consapevole delle responsabilità che ci sono. Sicuramente un ruolo diverso, da tecnico a istituzionale. Ma quando si parla di calcio va bene tutto. Il contatto con Malagò è stato particolare: il presidente mi ha chiamato nel pomeriggio del giorno in cui mi sono ritirato, la sua chiamata è stata una sorpresa positiva che non avrei mai immaginato. Mi fa capire quanta stima ho lasciato nelle persone come uomo”.
Le ultime battute sono sul suo futuro: “Sono felice di essere tornato a far parte di questo ambiente in questo momento. L’Italia ha ampi margini di miglioramento per fare bene. Lavorare a stretto contatto con il mister mi piace, sto capendo quanta voglia e passione mette in quello che fa. Ti dicono sempre di sognare in grande ma non mi sarei mai aspettato di vincere un Europeo, essere il capitano dell’Italia e di una squadra per 5 anni, vincere la Scarpa d’Oro. Mi piacerebbe fare l’allenatore, stando a contatto coi ragazzi sto capendo cosa significa”, ha chiuso Ciro Immobile.