Lazio-Juve Stabia 3-3, la cronaca: difesa colabrodo, Pinamonti stecca

Per mettere minuti nelle gambe dei meno impiegati Gattuso sfida i fanalini di coda della Serie B e conferma l’undici che domenica scorsa aveva battuto l’Arezzo con un gol per tempo. Con la Juve Stabia cambia il rettangolo verde – non più il Fersini, bensì il campo centrale – ma non il teatro, il centro sportivo di Formello.  Ne viene fuori un pareggio spettacolare, che non può lasciare tranquillo il tecnico biancoceleste: al netto di qualche spunto degno di nota in avanti, la Lazio ha spalancato la porta a ripetizione ad un rivale pericoloso ad ogni affondo offensivo.

IL PRIMO TEMPO

La Lazio deve fare a meno dei nazionali Mandas, Sutalo, Provstgaard, Isaksen, Tavares, Taylor e Frattesi, ma anche degli sfortunati Gudmundsson, Cataldi, Rovella, Marusic, Furlanetto, Filipe Bordon, Cancellieri, Galassi e Przyborek. Passano trenta secondi e Noslin sbaglia subito la prima sponda: Sibilli imbuca per Di Nardo, Motta è reattivo ad anticipare l’attaccante di un soffio e salvare i suoi dall’immediato vantaggio ospite. Altro spavento dopo 5′: il rinvio di Motta colpisce la schiena di Diogo Leite, il portiere ex Reggiana stende Di Nardo lanciato a rete e viene graziato dal rosso, vista la natura amichevole del match. Sul calcio di punizione seguente, l’estremo difensore vola sul destro chirurgico di Maistro. L’avvio è un monologo campano, la Lazio è sulle gambe e la mediana non fa alcun filtro. Al 10′ un’altra occasione colossale per Di Nardo , che col piattone spedisce clamorosamente alto da due passi. Al quarto d’ora Maggioni si fa sradicare la sfera in uscita e Noslin col destro colpisce Vismara. Passano trenta secondi e l’ex Verona manda alto di testa da un metro. La Lazio alza i ritmi e aumenta i giri del motore, ma non riesce a trovare un Pinamonti avulso dal gioco ed è preda di ripetuti interventi fallosi dei rivali volti a spezzare il forcing biancoceleste. Quando si tratta di difendere, Maistro ha delle autentiche autostrade sulla trequarti, perché i capitolini si allungano e non riescono a mantenere la compattezza richiesta dal tecnico. Pedraza accusa un colpo dopo un contrasto con Sibilli e resta a terra due minuti, solo una botta. Al 26′ Serra imbuca con l’esterno per Pinamonti, che sterza e concludono malamente. Alla mezz’ora è Serra a far preoccupare la panchina dopo essere steso da Douglas, ma il classe 2006 si riprende in fretta. Dopo un batti e ribatti al limite dell’area, Farcomeni serve un mancino al bacio sulla testa di Noslin, che – indisturbato – trafigge Vismara e rompe l’equilibrio. Come spesso le accade dopo aver segnato, la Lazio si distrae e subisce il pareggio da palla inattiva: Motta mura sul primo palo un destro di Maistro, dall’angolo seguente Pierobon sporca la sfera e la accomoda sul piede dell’accorrente Buglio , che insacca. Al 37′ Motta vola nuovamente sul mancino a giro di Maistro, un vero spauracchio. La Juve Stabia crea, la Lazio segna: Pedraza scappa via a Maggioni e con una discesa veloce assiste Zaccagni, che dal limite dell’area piega le mani a Vismara sul suo palo per il 2-1 . Nuovo vantaggio, nuova sbavatura: sempre il faro M aistro pesca l’angolino alla destra di Motta col destro da fuori e pareggia i conti sul 2-2. Ripresa per due volte nel giro di un minuto, la Lazio si lecca le ferite e deve registrare una fase difensiva svagata all’intervallo.

LA SECONDA FRAZIONE

Gattuso inizia la ripresa come la prima frazione: soffrendo maledettamente le imbucate degli ospiti, rinnovati per undici undicesimi. Al 47′ Sandrucci colpisce il palo a Motta battuto e la Lazio tira un grosso sospiro di sollievo . Il nuovo portiere Boer sbaglia coi piedi e serve Serra, che spedisce Pinamonti sul dischetto: l’ex Sassuolo incrocia e l’estremo difensore ex Roma intuisce, parando senza patemi. L’errore dagli undici metri è il preludio a una grossa occasione per Piscopo, con Doekhi che salva sulla linea . Non c’è tempo per respirare, al 54′ Noslin non riesce a fermare la sfera a tre metri dalla porta e sciupa una potenziale occasione. Pellegrini sostituisce Zaccagni da ala, al 59′ rientra in campo Dele-Bashiru per Farcomeni. La Lazio è indifesa e concede altre due occasioni in un minuto: Motta deve murare il destro del grande ex Sana Fernandes lanciato in campo aperto, poi chiudendo lo specchio al mancino di Candellone.  Al 65′ è inevitabile il tris di una Juve Stabia dominante: Lazzari perde il duello da ultimo uomo con Sana Fernandes, che col tocco sotto trafigge Motta e si scusa con un gesto plateale. Azione da una parte, azione dall’altra: Pinamonti liscia un assist perfetto di Pedraza, che si dispera. Al 70′ neanche la consueta girandola di cambi abbassa i ritmi di una partita giocata a viso apertissimo e senza precauzioni. Passano dieci minuti e la Lazio pareggia nel momento peggiore grazie a un regalo del portiere Boer: Noslin pressa alto e gli strappa la sfera, Pinamonti deve solo appoggiare in rete il pallone del 3-3 . Le Vespe non ci stanno e sfiorano il poker immediato con un destro di  Artioli, ma il subentrato Renzetti è attento e respinge lateralmente.  Gattuso concede i 90′ ai soli Diogo Leite, Doekhi, Belahyane, Noslin e Pinamonti e riceve discrete risposte da Pedraza e Belahyane, ma deve registrare una fase difensiva estremamente carente e trovare nuovi equilibri. Prima del recupero i giovani Canali e Montano vanno vicini al poker sfruttando la rapidità di Lazzari, ma al triplice fischio è 3-3 in un pomeriggio pirotecnico . 

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