Lazio-Empoli nel ricordo di Sinisa Mihajlovic

(Fonte: S.S. Lazio)

 

La prima nel suo Olimpico, da quel maledetto 16 dicembre. “Sono passati quasi vent’anni da quando ho giocato in questa meravigliosa Società, stiamo invecchiando insieme”, gli auguri di Sinisa in occasione dei 121 anni del club. Brividi veri. 193 presenze e 33 reti in biancoceleste dal 1998 al 2004, le punizioni come specialità della casa. Con lui il Palmarès del club si è arricchito di uno Scudetto, 2 Coppe Italia, altrettante Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe ed una Supercoppa Europea.

Sinisa è sempre stato un uomo con la U maiuscola e un grande laziale, un guerriero in campo e nella vita. Il suo coraggio sul terreno di gioco è stato secondo solo a quello dimostrato di fronte a una grave malattia, che mai ne ha fiaccato lo spirito e la tempra. Lo ricorderemo come merita, con l’abbraccio infinito della sua squadra e della sua gente”, le parole del Presidente Lotito dopo la scomparsa del campione serbo.

Numeri e trofei non bastano però a raccontare l’amore viscerale tra la Lazio e Mihajlovic. L’esempio più bello? Quello del 6 ottobre 2019, che vide i tifosi di Lazio e Bologna uniti, prima della partita, in un pellegrinaggio al santuario di San Luca per l’ex difensore, diventato nel frattempo mister dei rossoblù.

In occasione della partita casalinga di domenica contro l’Empoli, in Curva Maestrelli verrà allestita una gigantografia con una delle immagini più iconiche di Sinisa (formato 16×24) che rimarrà per tutte le gare interne del mese di gennaio, quando la Lazio affronterà Bologna, Milan e Fiorentina (tutte squadre allenate dal serbo in carriera).

Non solo: il Lazio Museum allestirà una mostra all’interno della tribuna Autorità dello Stadio Olimpico. Verrà esposta una sequenza di maglie storiche per ripercorrere la sua esperienza in biancoceleste, tra trionfi e vittorie scolpite nel tempo.

“Magari potessi arrivarci io a 121 anni!”, disse Mihajlovic in quel video. Si sbagliava: il suo ricordo andrà oltre, durerà per sempre.

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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