Lazio, Acerbi: “Sarei voluto rimanere, poi si è rotto qualcosa. La società? Poteva aiutarmi di più”

Francesco Acerbi è intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport, dove ha ampiamente parlato di Lazio e del suo addio con il club biancoceleste:

“Sono all’Inter perché il club mi è venuto incontro, altrimenti il mio approdo sarebbe stato difficile. Alla Lazio sarei rimasto a vita, altrimenti non avrei firmato per 5 anni. Ma vuole andar via è stata una mia decisione. Sarri avrebbe voluto tenermi. Ero contentissimo per il suo arrivo. È un tecnico di valore: pensa al calcio h24. Ma non mi sentivo adatto per quello che lui vuole da un difensore centrale. Io volevo divertirmi, fare quello che mi piace in campo: ho bisogno di anticipare l’avversario, di leggere il gioco. Sarri, invece, ha il suo sistema e o fai così o fai così. Attenzione, però, ho sempre dato tutto, senza mai risparmiarmi.

Come io davo il massimo, facevano lo stesso anche i miei compagni. Facevamo fatica, però. E ci fischiavano. Dopo il gol con il Genoa ho messo l’indice davanti alla bocca, facendo il gesto di stare zitti. Non era il caso, così ho chiesto scusa. Non è bastato: in quel momento si è rotto qualcosa. Ho un carattere focoso e tengo a quello che faccio. Sarebbe più semplice essere un paraculo, ma io non sono così. Nell’ultimo anno ho dovuto magiare tanta m…a. Ho fatto un errore, ma che vale 5 rispetto al 95 che ho dovuto ingoiare. Sono comunque andato avanti per la mia strada, mettendoci la faccia e fregandomene di tutto. E di questo sono molto orgoglioso. Altri, al posto mio, si sarebbero chiamati fuori molto prima. Se mi aspettavo di più dal club? Assolutamente. Puoi sbagliare, ma il club deve proteggerti in pubblico. Anche se poi ti massacra in privato”.