Manca sempre meno all’inizio delle decima giornata di Serie A Enilive, che vedrà la squadra di Gattuso impegnata nel match casalingo contro il Cagliari di Pisacane, gara in programma domenica ore 15:00. Alla vigilia della sfida il tecnico biancoceleste Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa per presentare la partita. Di seguito le sue dichiarazioni:
Come sta la squadra fisicamente e mentalmente? Dobbiamo aspettarci un cambio solo o qualcosa di diverso?
“Vediamo oggi, diamo continuità a quello che stiamo facendo con i test. Ieri i giocatori stavano recuperando bene e abbiamo fatto un buon allenamento, abbiamo spinto. Tanti giocatori hanno recuperato bene, oggi vedremo riguardo gli ultimi dati che verrano fuori e valuteremo”.
Sono passati 7 mesi dalla notte di Zenica. C’è stato un piccolo riscatto rispetto anche a quanto detto?
“Nessun riscatto, il calcio è fatto di episodi, in quella partita ci hanno condannato ed è un dato di fatto. La cosa bella nel calcio è che quando commetti un errore, nella vita normale lo devi pagare ma nel calcio hai sempre la possibilità di riscattarti, è il bello dello sport. L’importante è migliorarsi e non deprimersi, e con le persone che si hanno vicini è tutto più semplice, io ho la fortuna di avere una moglie da 30 anni che è sempre stata presente, mi appoggio molto a lei nelle difficoltà”.
Noslin è il capocannoniere. Cosa è cambiato in lui dal punto di vista offensivo? Cosa dobbiamo aspettarci dal Cagliari?
“Il Cagliari è una squadra ostica per le caratteristiche che ha, è una rosa che cambia molto. Possono giocare con Maldini sotto la punta, possono giocare a 4, le caratteristiche poi restano quelle di una squadra che sa difendere bene allenata bene da Pisacane che è un amico, ci sono tutti gli elementi per dire che sarà una partita difficile. Dobbiamo continuare a fare quello che stiamo facendo con grande voglia. Non parlo di Noslin per i gol ma per come tiene il campo, è il nostro primo difensore, fa doppie scalate, salta di testa, penso che la differenza è questa ma non solo lui, queste caratteristiche domani non devono mancare. Ci vuole testa e voglia, dobbiamo fare il nostro calcio ed essere umili”.
Ha sempre detto di non guardare la classifica, ci sarà un momento dove però si dovrà guardare? Vi siete dati un obiettivo?
“L’obiettivo sono i 40 punti, dopo vediamo, dobbiamo avere l’umiltà di pensare partita per partita. Sono anni che vedo queste classifiche, noi stiamo toccando con mano che se si va forte e si gioca con entusiasmo si può far bene. Dopo il gol preso contro il Sassuolo abbiamo ricominciato subito a giocare, non bisogna subire l’evento, le ripartenze le prenderemo, serve la voglia di correre insieme e sorprendere, ci lavoriamo ogni giorno, dopo vedremo dove arriveremo”.
Questa Lazio così in alto le suscita un po’ di paura sul fatto di poter perdere qualche giocatore più avanti?
“Non ci sto pensando, so che ognuno fa il suo lavoro, con il rapporto instaurato con i miei giocatori ad oggi non è venuto nessuno e spero non succeda. In questo momento non sto pensando a questo ma a metter la squadra migliore in campo e mettere forza nei giocatori che devono ancora migliorare”.
Questo nuovo metro arbitrale, agevola una squadra come la Lazio che ha il ritmo alto e va a penalizzare chi specula di più?
“Dipende come la vedi, quando faccio i complimenti agli arbitri è perché il campionato di quest’anno è più bello di quello dello scorso anno. Tanti allenatori stanno proponendo un calcio diverso e ci stiamo avvicinando allo stile della Premier League. Il merito è degli arbitri, non si fa più cinema. Prima ci lamentavamo sempre di questo, l’errore per il resto ci sarà sempre, è difficile arbitrare”.
Di cosa è più orgoglioso fino ad ora?
“Della mentalità, il fatto di vedere giocatori che ragionano con una testa sola, sono orgoglioso di questo. Chi entra lo fa sempre a mille all’ora, non è semplice ed è bello, è normale che poi c’è chi è più triste e più contento ma fa parte del gioco”.
Questa è una Lazio da record, volevo chiederti se hai parlato con il presidente e quanto è importante mantenere alta l’asticella?
“La gara di domani potrà metterci in difficoltà, dobbiamo essere bravi quando arriverà la legnata, che prima o poi arriverà. Bisogna portare avanti la nostra mentalità se gli altri sono più bravi di noi gli stringeremo la mano. Con il presidente parlo spesso, è molto presente, stasera viene a mangiare come le altre volte, è giusto che lui ci sia, parla anche con i giocatori. Lui alcune cose le vede in maniera diversa da me ma c’è grandissimo rispetto”.
Quand’è che la Lazio potrà togliersi l’etichetta del continuare a stupire e dire di continuare a confermare le sue certezze?
“Sta a noi in base al nostro atteggiamento. Il segreto è continuare ad andare forte perché l’abbiamo toccato con mano. Contro il Sassuolo abbiamo preso dei gol evitabili dove ci siamo addormentati. Bisogna continuare a ragionare con una testa sola”.
Quanto questa Lazio è andata oltre le sue aspettative?
“A livello di gruppo, in base a quanto successo l’anno scorso qualsiasi altra squadra si sarebbe cappottata, invece abbiamo tenuto botta, penso che anche ad oggi stanno continuando perché hanno voglia di ascoltare e stare insieme al campo. Quando si fa fatica, quella vera, perché vi assicuro che quest’estate e tutt’ora si fa fatica, il pomeriggio si deve andare a dormire perché le gambe bruciano. Questo non mi ha sorpreso, sapevo che il lavoro ci avrebbe portato a questo, è normale che non pensavo di avere tutti questi punti, ci speravo ma gli obiettivi erano altri, ma tutt’ora bisogna pensare solo a lavorare”.
Nelle richieste che fate, anche nelle riunioni, c’è quella di utilizzare un po’ di più il Var? Quanto le fa piacere il rendimento di Zaccagni?
“Tante volte Mattia non è venuto in Nazionale l’anno scorso per infortunio, altrimenti l’avrei sempre portato. Zac è un fenomeno su altre cose, le qualità calcistiche le sanno tutte, aveva bisogno di fare determinate cose però è un capitano vero, sempre a disposizione per i compagni. Non vuole mollare nulla, per me e per noi è importantissimo a 360 gradi. Se fossi un suo compagno lo metterei in una cristalliera, specialmente umanamente. Riguardo il Var loro hanno un loro modo, anche loro si riuniscono, sono regole, al momento è la linea Orsato che dice di sbagliare e non andare sempre al monitor. Gli altri anni si stava più al Var che in campo, è normale che se vedono una cosa evidente poi devono intervenire perché ci sono 3/4 persone in sala”.
Martedì sembrava di giocare all’Olimpico. Cosa ha sentito dentro?
“Sinceramente non mi è mai mancato nulla, mi emoziono quando gioco a carte con mio figlio, io vado alla ricerca delle emozioni perché mi fanno sentire vivo. Quando ho preso mazzate nei denti ho sempre provato emozioni, anche riguardo i tifosi, vivo per queste cose e li ho ringraziati per lo spettacolo. Venire martedì era complicato, sembrava una festa scudetto, sono cose che fanno piacere ma come ho detto ai miei ragazzi il merito è loro per l’impegno e la mentalità che stanno mettendo. Speriamo di continuare così”.