L’intervento del nostro direttore, Guido De Angelis, in apertura della trasmissione “Quelli che…”, in onda sulle frequenze 98.100 di RadioseiLazio:
«La Lazio è al primo posto e noi, finché dura, ce lo godiamo. Del resto, rimanere al passo dell’Inter sarà pressoché impossibile. Il nostro obiettivo è fare più punti possibili nel girone d’andata. Per riuscirci, sarà importante recuperare i giocatori attualmente infortunati, in modo da avere in panchina buone cartucce da sfruttare per gestire meglio le partite. Proprio queste risorse sono mancate contro il Monza, in quei 15-20 minuti da incubo a inizio secondo tempo, quando ci avrebbe fatto comodo qualche cambio in grado di darci una mano. Detto ciò, storicamente non riusciamo mai a goderci nulla fino in fondo. Siamo contenti a metà, perché la situazione ambientale è quella che è, e questo è un peccato. Non c’è nemmeno più la voglia di scherzare con i nostri cugini, magari prendendoli in giro per averli superati in classifica, perché il tifoso laziale vive male questo momento.
La Lazio potrebbe provare a inserirsi nella corsa per un posto in Europa, qualora qualche “grande” del nostro campionato dovesse continuare a fare fatica. In ogni caso, si tratta di una possibilità molto remota, perché queste squadre, anche se dovessero continuare a zoppicare, hanno sicuramente qualcosa in più di noi dal punto di vista tecnico. Qualche considerazione in più potremo farla dopo aver affrontato sfide più impegnative, a partire dalla prossima, a Torino contro la Juventus, contro cui questa “pazza Lazio” può dire la sua. Da qui a fine anno, oltre ai bianconeri, affronteremo Napoli, Atalanta e Roma. Ecco, se in queste partite dovessimo riuscire a reggere botta e a mettere paura a queste squadre, raccogliendo anche qualche punto, allora potremmo davvero diventare una sorpresa. Detto questo, noi non dovremmo mai essere una sorpresa, ma una realtà, perché la Lazio è la Lazio e non una squadra di provincia. In questo momento dobbiamo proteggerla e, se non possiamo farlo fisicamente allo stadio per via della protesta, dobbiamo farlo almeno mentalmente. Proteggiamo anche Gattuso, che in questo momento è «solo al comando»: nonostante sia solo, guida la classifica della Serie A. In questo momento Ringhio è l’immagine della Lazio ed è bellissimo averlo alla guida della nostra squadra. È forse l’allenatore ideale per questa situazione e merita la nostra comprensione e il nostro affetto, perché quello che è riuscito a fare finora è qualcosa di miracoloso. Con le dovute proporzioni, Gattuso è un po’ il Fascetti dei giorni nostri: giocare senza pubblico è come partire da –9 punti in classifica».