MANDAS 8
Per salvare Floriani Mussolini causa il rigore per il Venezia ma poi ipnotizza Yeboah. Mura Sohm ma poi rischia la saponetta sugli sviluppi di un calcio d’angolo dalla sinistra e Tavares salva sulla linea. Para tutto anche su Adams, ci ha tenuto a galla in un primo tempo in cui l’ultima in classifica ci aveva preso a pallonate. In crescita anche nell’impostazione dal basso coi piedi. Ha già tenuto la porta inviolata in tre uscite su cinque.
FLORIANI MUSSOLINI 5
Da matita blu lo sciagurato retropassaggio che rischiava di mandare avanti il Venezia, deve perlomeno una cena di pesce a Mandas che neutralizza Yeboah dal dischetto. Spinge poco e viene annullato da Correia. Passo indietro nitido.
SUTALO 6,5
Alla seconda da titolare per sostituire Doekhi, nel primo tempo si rende protagonista di due svarioni in uscita ma anche di tre salvataggi provvidenziali. Sottrae ad Adams il pallone dell’1-0 e fa valere fisicità e senso della posizione nei duelli. Determinanti due diagonali nella ripresa per sopperire allo spaesamento di Provstgaard. Barcolla anche lui, ma senza naufragare. Ha tamponato i lagunari che entravano da tutte le parti senza chiedere il permesso.
PROVSTGAARD 4,5
Un vero incubo. Al di là delle carenze del reparto e dell’interpretazione della gara, il danese non indovina un tempo di uscita, andando sistematicamente a vuoto e lasciando ai padroni di casa le praterie. Confusionario e in perenne affanno, quando rompe la linea i veneti ci entrano dentro casa. Tragicomico nel lasciare Adams ripetutamente a tu per tu con Mandas: se l’attaccante va a sinistra lui va a destra e viceversa. Stordito e fuori fase.
TAVARES 6
La media tra un primo tempo senza sussulti da sufficienza stiracchiata, il secondo assist stagionale (a Noslin) dopo quello a Frattesi col Genoa e l’ennesimo pallone assurdo perso in uscita come con Roma e Inter nella scorsa stagione. Prendere o lasciare, per eccesso di confidenza ci fa correre dei rischi enormi, ma ora è sempre con la spina attaccata alla partita e nel primo tempo toglie il pallone dalla linea di porta dopo una mancata presa di Mandas. Talvolta sbadato e umorale, ma quando accelera dipendiamo da lui. E non è un caso che il Portogallo sia tornato a bussare.
FRATTESI 5
Stecca completamente la partita. Mai pericoloso nelle incursioni, colleziona errori tecnici e non riesce a dare una mano neppure in fase di filtro. La peggior performance con l’aquila sul petto. Siamo contenti che sia coincisa con una vittoria
BELAHYANE 7
Rallenta la manovra impiegando almeno due tempi in più ad ogni azione, ma è strepitoso nel mettere il corpo due volte da ultimo uomo su Adams ed evitare altrettante reti. Gli sbandamenti delle mezzali e le sbavature dei centrali non lo aiutano, ma la sua personalità è un fattore. Sfiora pure il gol a inizio ripresa. Calciatore divenuto credibile.
TAYLOR 6
Si conquista il rigore che stappa la partita, poi sbroglia sulla linea di fondo qualche situazione ingarbugliata. Bene lo spirito di sacrificio, ma anche l’olandese attraversa una serata storta regalando costantemente la sfera ai rivali. Calcia senza convinzione, verticalizza per nessuno. Per fortuna si getta sul pallone che vale il vantaggio.
CANCELLIERI 6,5
Ancora preferito a Isaksen, sfiora la rete col mancino a giro e ripiega con buona continuità. Tra i più pericolosi, allunga bene la squadra e a tratti ci fa respirare. Nell’ultimo terzo di gara Moreno gli scippa una serie di palloni in uscita, che avrebbe dovuto gestire decisamente meglio. Tra i più positivi, è una notizia.
NOSLIN 7
Non struscia un pallone in un primo tempo irritante. Nella ripresa fa la sponda per Belahyane e poi batte Stankovic con un imperioso terzo tempo su un assist di Tavares. È il gol del raddoppio che blinda il fragile 1-0. Non una performance trascendentale, ma è puntuale all’appuntamento e per la prima volta va in rete per due uscite consecutive.
ZACCAGNI 7
Nella prima mezz’ora si adegua all’affanno generale e perde pure lui una valanga di palloni sanguinosi senza fiutare il pericolo né comprendere il momento. Col passare dei minuti ingrana la marcia, trasforma magistralmente il rigore del vantaggio ritrovando la rete dopo dieci mesi. Anche in quel caso era stato il numero 10 ad avviare l’azione pescando Taylor con la coda degli occhi.
I cambi
LAZZARI 6
Sfiora il tris con un destro rasoterra dalla lunga distanza che si spegne a fil di palo alla destra del portiere. Il tutto nella sera in cui raggiunge le 250 apparizioni complessive con l’aquila sul petto.
PINAMONTI 5,5
Va bene il ritardo di condizione, ma deve svegliarsi. Perde malamente il primo contrasto sulla sinistra, poi sarebbe in netto vantaggio su Moreno sulla catena opposta e dovrebbe soltanto mettersi davanti con il corpo per farsi stendere da dietro e farci salire. Invece incespica e i padroni di casa ripartono. Animo, ragazzo!
GUDMUNDSSON NG
PEDRAZA NG
ISAKSEN NG
L’allenatore
GATTUSO 6
Da dieci e lode per uno storico inizio con tredici punti, il migliore della nostra storia. Il voto a come ha messo in campo la squadra al Penzo è invece da scarsa sufficienza: per sua stessa ammissione sbagliamo la tattica e l’approccio tecnico e il Venezia ci fa ballare per 45′ in cui “sembrava che giocassimo a ping pong ed eravamo lunghissimi e divisi in due tronconi da cinque giocatori”. Gli accorgimenti della ripresa migliorano lo spartito, ma la fase difensiva è in perenne sofferenza. Si consolerà con la testa della classifica in attesa di trovare contromisure. Niente male.