«Venezia-Lazio? Essere usciti indenni da quel primo tempo è stata una benedizione. È chiaro che mister Gattuso dovrà lavorare un po’ sull’identità tattica della squadra, in quanto mantenere quel pressing ultra-offensivo da lui richiesto per l’intera durata della gara è difficile. Per mantenere quel ritmo, devi essere molto organizzato: la squadra deve essere compatta, i reparti devono mantenere le giuste distanze e tutti i giocatori devono muoversi in un certo modo, altrimenti si rischia di lasciare molti spazi alle squadre avversarie. È ciò che è successo nella prima frazione contro i lagunari, in cui lo scollamento dei biancocelesti ha permesso ai padroni di casa di avere numerose occasioni da gol, fortunatamente non sfruttate. In queste settimane di sosta, quindi, la Lazio dovrà essere brava a sistemare le cose che non hanno funzionato nel secondo tempo contro il Milan e nel primo contro il Venezia». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Sosta? Gattuso è il primo ad averci spiegato che, oltre a lavorare, è importante anche recuperare. La sosta tendo a considerarla più positiva che negativa per la Lazio. È chiaro che il rischio del calo di tensione c’è, però è necessaria anche la pausa, perché, a livello fisico e mentale, i biancocelesti stanno facendo uno sforzo enorme. Lo spogliatoio soffre la situazione di giocare sempre in trasferta. Si tratta, quindi, di un dispendio di energie non soltanto fisiche, ma anche mentali, perché i giocatori ogni volta devono entrare in campo facendo finta che sia tutto normale. Vi assicuro che ci sono calciatori che questa situazione la soffrono in maniera superiore rispetto ad altri. C’è chi la soffre di più, chi di meno, ma tutti stanno reagendo nel modo giusto, affrontando ogni partita con il massimo impegno, come vuole Gattuso. È chiaro che non tutti potranno staccare molto: sono otto, infatti, i giocatori partiti per i ritiri delle rispettive Nazionali. Tuttavia, anche cambiare ambiente potrebbe consentire di ricaricare le pile».