L’intervento del nostro direttore, Guido De Angelis, in apertura della trasmissione “Quelli che…”, in onda sulle frequenze 98.100 di RadioseiLazio:
«Credo che ieri sera tutti i veri laziali, che stanno soffrendo e vivendo un momento molto delicato della storia della Lazio, al gol di Guðmundsson siano esplosi. Queste tre vittorie sono frutto del cuore e della passione di questo gruppo, che sta lentamente crescendo. Adesso, però, non dobbiamo cominciare a fare voli pindarici. Come ha detto Gattuso, bisogna rimanere con i piedi per terra, perché, se non restiamo umili, rischiamo poi di prendere delle batoste. La vittoria di ieri mi ha ricordato quelle degli anni Ottanta, quando vincere una partita sembrava quasi come vincere la Coppa dei Campioni. Vedere una squadra in grado di ribaltare la gara a Udine mi ha reso orgoglioso: non pensavo potessimo riuscirci. C’è stato un momento di difficoltà subito dopo il gol dell’Udinese, ma poi abbiamo messo i friulani nella propria metà campo e siamo riusciti a recuperare la partita. Tuttavia, nonostante la terza vittoria consecutiva in campionato, rimane il problema che tutti conosciamo. Ciò che mi dispiace pensare è che sabato, contro il Milan, purtroppo non ci saranno i tifosi allo stadio. E questo perché c’è una persona che vuole stravincere e avere ragione a tutti i costi. Sarebbe bastato, forse, che un anno fa o sei mesi fa il proprietario della Lazio avesse cominciato a chiedere scusa alla gente e a usare parole differenti rispetto a tutte quelle offese rivolte al popolo laziale, che hanno portato la tifoseria organizzata a prendere questa decisione drastica, che ritengo del tutto corretta. Forse, se ci fosse stato un presidente più sensibile, che negli ultimi anni non avesse rivolto tutte quelle offese ai tifosi e alla storia della Lazio, sabato lo stadio sarebbe stato una bolgia. Ed è un peccato, perché questa squadra, che non molla mai e a cui non puoi non voler bene, meriterebbe l’affetto della sua gente».