Lazio, Gattuso: “Orgoglioso di questi ragazzi. Roma piazza difficile. Sui tifosi…”

La Lazio sbanca il Bluenergy Stadium e torna a vincere contro l’Udinese due anni dopo l’ultima volta. Nell’ultima partita del terzo turno di Serie A i biancocelesti si impongono 2-1 sul club friulano, decisive le reti dei nuovi arrivati Frattesi e Gudmundsson. Al termine della gara, l’allenatore dei capitolini Gennaro Gattuso, ha commentato la vittoria in conferenza stampa. Di seguito le sue parole:

Oggi ha vinto i cambi con i cambi e l’atteggiamento, complimenti

“Facciamo i complimenti ai ragazzi. Il calcio è così, Frattesi non ne aveva più. Per come vogliamo giocare quest’anno, vogliamo tenere il campo. In questo momento c’è la voglia di saper soffrire e andare forte. I ragazzi stanno facendo cose improntati per spirito e mentalità”.

Con questo ambiente, si sta lavorando più sull’aspetto psicologico?

“Sinceramente no credimi. Sto lavorando più a livello tattico. La gioventù di oggi smanetta, sanno bene le cose che succedono. Sto lavorando a livello tattico. Lo scorso anno c’era un maestro, noi abbiamo cambiato tutto. Anche le amichevoli, ho scelto io di affrontare squadre di basso profilo, perché la squadra non era pronta. Non potevamo permetterci di giocare con squadre più forti. Andava smontato tutto e fatto qualcosa di diverso. Non è facile però vedere in due mesi gente che si sforza e da tutto, con qualità nonostante la fatica, per me è un orgoglio”.

Si sta vedendo il suo lavoro tattico, però la testa è qualcosa di impressionante. Il segreto è avere gente vogliosa di stare in questa squadra?

“Per questo non dovete fare i complimenti a me, è la squadra che ha voluto vincere la partita. Allenare la Lazio non è facile, allenare a Roma non è facile. Ti devi isolare, i tifosi non cambieranno idea perché sono coerenti in quello che fanno. Noi possiamo solo mettercela tutto e lavorare. A Formello c’è tutto, questa è una fortuna. Dobbiamo essere bravi e non perdere voglia e umiltà. Arriveranno mazzate ma bisogna credere in quello che si fa. Il segreto è l’entusiasmo. Ieri ci siamo allenati con il sorriso, queste sono le cose importanti. I ragazzi di oggi sono più intelligenti e hanno più conoscenze. Se vogliamo entrare nella testa della gioventù di oggi siamo noi a dover cambiare. Le dinamiche che ho vissuto io non vanno più bene”.

Che ha pensato negli ultimi minuti? I gol vengono da azioni codificate, cosa fa la differenza?

“Devo chiedere scusa al mio dottore, perché dopo il gol sono stato un po’ aggressivo. In questo campionato sono cambiate tante cose. Faccio i complimenti agli arbitri perché il calcio italiano aveva bisogno di questa rivoluzione. Non a caso si gioca cinque minuti di più e le partite sono più belle. La differenza la fanno i calciatori. Il secondo gol è arrivato da un cross di un centrale difensivo. I moduli non contano nulla, dipende come vuoi interpretare la partita. Doekhi che si trova a crossare di sinistro arriva dalla voglia di vincere. Mi sono arrabbiato i due minuti dopo lo svantaggio, perché abbiamo rischiato di prendere il secondo gol. Giocando così si rischia, se vogliamo fare così bisogna accettare il rischio. Io devo stressati e farli allenare in un certo modo. So che mi mandano a quel paese ma devo prepararli e farli giocare in questo modo qua”.

Gudmundsson mezzala è una scelta dovuta dalla voglia di vincere?

“Albert può fare tutto. L’ho provato attaccante, esterno e sotto punta. La mezzala per me è un sotto punta, non mi piacciono le mezzali che si abbassano. Per la qualità può fare tutto. Le gambe devono andare forte, solo con qualità non si va da nessuna parte”.

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