“Ieri è stata la vittoria di una Lazio operaia, stando attenta a tutti i particolari. La squadra magari non ha entusiasmato ma si è guadagnata la vittoria grazie al sacrificio di tutti. Ci vuole l’elmetto per tutti i 90 minuti perché in pochi riescono a fare la differenza e uno di questi è Frattesi. Esiste anche il briciolo di fortuna nel calcio, e ieri la Lazio ha avuto dalla sua anche la buona sorte ma fa parte del gioco e la squadra alla fine non ha rubato nulla. Da qui a fine mercato mi aspetto poco o nulla, ho sempre detto che cedere i giocatori della Lazio era complicato per età e ingaggio e sta succedendo questo. Ci sono 7 giocatori in scadenza che da gennaio potranno accordarsi con altri club, quindi non c’è assolutamente interesse ad andar via, si preferisce rimanere a Roma e poi andare via a prendere un ingaggio migliore. Riguardo Gudmundsson ci sono anche problemi tattici, perché l’islandese è un trequartista e Gattuso gioca con il 4-3-3. Ratkov è andato via al Levante perché anche Gattuso l’ha bocciato e mi sembra evidente che la colpa non era di Sarri. Il grosso rischio è di piazzare questi giocatori per un anno ma poi tornarti indietro perché magari non vengono riscattati. Detto questo a giugno ci sono 30 milioni da tirar fuori per Rovella, Pinamonti e Sutalo, e questo potrebbe essere un problema più avanti”. Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “Ieri i migliori sono stati ovviamente Frattesi, ma anche Tavares che era una spina nel fianco ieri. Molto bene anche Floriani Mussolini che spinge bene, male però Cancellieri che non prende mai la porta. L’azione clamorosa che avrebbe potuto portare il Genoa al gol è propiziata da un errore di Belahyane e continuo ad avere dei dubbi sul calciatore. Alla fine di tutto la squadra ha meritato la vittoria, negli ultimi 15 minuti c’è stato un calo ma alla fine la vittoria è giusta”.