Bologna-Lazio 0-1, le pagelle: male Dele-Bashiru e Cancellieri, Dia intelligente e Frattesi subito letale

Lazio corsara a Bologna, al termine del debutto in campionato sono arrivate le prime pagelle della stagione del nostro direttore, Guido De Angelis. Di seguito voti e giudizi ai protagonisti biancocelesti del match del Dall’Ara.

MANDAS 7 – Spettatore non pagante nel primo tempo, nella ripresa si supera sul colpo di testa debole di Odgaard e sul destro ravvicinato di Rowe, poi combina un pasticcio dal basso e rimedia all’errore con un intervento goffo ma provvidenziale sulla punizione calciata da Bernardeschi. Sui tre punti c’è di sicuro anche la sua firma.

MARUSIC 6 – Combattivo con lo scalpitante Cambiaghi, che lo salta soltanto una volta: il montenegrino è perfetto nel tackle e recupera prontamente. Nell’allungo si fa male, il risentimento ai flessori della gamba sinistra andrà valutato.

Dal 19’ FLORIANI MUSSOLINI 7 – Al debutto assoluto con la prima squadra, l’ex Cremonese entra a freddo al posto di Marusic e in trenta secondi si fa ammonire (giallo severo di Maresca) per un intervento scomposto su Cambiaghi. Rivedibile sui cross dalla destra sistematicamente murati da Miranda, ma encomiabile per personalità e tenuta fisica. Si ripropone in avanti con buona continuità e ha il merito di avviare l’azione del vantaggio da rimessa laterale. Buona la sua chiusura sugli sviluppi di un calcio di punizione di Holm, provvidenziale il salvataggio al 96’ su Dovbyk, che gli vale mezzo punto in più anche con un pizzico di fortuna.

DOEKHI 6,5 – Dominante nei duelli aerei con Piccoli, annullato dal campo. L’impressione è che vada a nozze su centravanti robusti ma macchinosi, dunque vanno attesi test più probanti. Dorme con il compagno di reparto sul cross di Ferguson per la testa di Odgaard, lasciato colpevolmente solo in area piccola. Qualche buon segnale, ma anche uno scarso dinamismo che desta più di qualche perplessità.

PROVSTGAARD 6 – Qualche buona chiusura di testa, rispetto al gioco di Sarri adesso il centrale danese rompe sistematicamente la linea e lo vediamo spesso in percussione offensiva in avanti. Protagonista di discreti recuperi, si prende più di qualche pausa in termini di attenzione e si fa trovare fuori posizione quando il rivale muove rapidamente la sfera. Comunque sufficiente.

PEDRAZA 6 – Buona la tenuta, apprezzabile la disciplina tattica. Ordinato in entrambe le fasi, riempie il campo con buona costanza, ma tecnicamente è tutt’altro che impeccabile. Da un profilo della sua esperienza mi sarei aspettato maggiore pulizia e qualche percussione in avanti in più. Speriamo che si tratti di una fase di inevitabile rodaggio.

Dal 78’ TAVARES 6 – Ha saltato l’intera preparazione, ma entra in campo per l’ultimo quarto di gara a tutta birra con le sue proverbiali folate. Imperdonabile quando lascia il pallone davanti alla difesa senza fiutare il pericolo, ma devastante in campo aperto. Speriamo che possa rimanere a Roma: in una squadra priva di velocità, al netto delle sbavature caratteriali il portoghese è una risorsa.

DELE-BASHIRU 5 – Partirebbe anche bene andando a duello con Odgaard, ma poi torna nella sua versione tatticamente spaesata già palesata nel biennio nero con Baroni e Sarri. Sbaglia anche gli appoggi più semplici, tirando due fucilate a Cancellieri senza essere marcato. Tecnicamente il ragazzo è questo, e i margini di miglioramento non mi sembrano eclatanti. Si arrende al 53’ per un problema muscolare, al suo posto Frattesi. E meno male, direi.

Dal 54’ FRATTESI 8 – Sapete che non mi piace esagerare, ma in un tempo di gioco il nuovo innesto proveniente dall’Inter ha stappato la gara con un movimento stupendo che ha dato il là all’assist sopraffino di Dia, ha insaccato con un’incursione prepotente delle sue, ha rubato diversi palloni in mediana e ha salvato sulla linea di porta un gol già fatto di Helland. E non era ancora in buone condizioni fisiche. Niente male.

ROVELLA 6 – Sufficienza striminzita e poco più. Sporca le traiettorie, è ben posizionato e si limita a passaggi piuttosto scolastici. Quando nella ripresa si intestardisce a tenere la sfera un secondo di troppo, gliela strappano. Alle stelle la sua punizione col destro, soffre e non poco la rapidità di Rowe. Ha tanti step di crescita da mettere in campo se vuole essere protagonista.

TAYLOR 6,5 – Poco appariscente ma di grande sostanza. È il primo ad andare in pressione nell’area avversaria, poi il primo playmaker a far ripartire l’azione dal basso ricevendo palla dal portiere. Senza strafare, fa quasi sempre la cosa giusta con la consueta autorevolezza.

CANCELLIERI 5 – Dà una buona mano in fase difensiva, ma è impalpabile in zona gol. Fa bene la prima giocata (che sia un allungo o una finta di corpo), per poi calciare fuori misura e peccare di egoismo. Ingenuo il giallo speso su Cambiaghi, è troppo leggero dalla metà campo in su. E quel ruolo rimarrà anche quest’anno scoperto di un vero titolare credibile.

Dal 46’ ISAKSEN 5,5 – Non può essere al meglio, avendo saltato del tutto il precampionato per la convalescenza successiva all’operazione anti-pubalgia. Sembra comunque in discrete condizioni e lotta su ogni pallone facendoci respirare nell’ultimo quarto di gara. Pesa l’occasione grossa mandata alle ortiche su assist di Taylor: il danese ha cestinato il possibile raddoppio spedendo la sfera in curva col destro.

DIA 7 – Ancora preferito a Ratkov e Noslin, è voglioso e si abbassa a giocare con la squadra. Sbaglia più di una volta l’ultima imbucata, ma è vivace e in chiusura di primo tempo siglerebbe il vantaggio, ma era partito in posizione irregolare. Nella ripresa si rende protagonista di una giocata supersonica e decisiva: tunnel di tacco a Heggem e cioccolatino solo da scartare per il letale Frattesi. Al Dall’Ara aveva già calciato un gran rigore a febbraio e servito un assist a Taylor. Già nei primi 45’ aveva servito a Zaccagni un gran pallone. Bologna gli porta bene, probabilmente l’ex Salernitana sarà il vice-Pinamonti.

Dal 79’ NOSLIN NG

ZACCAGNI 5,5 – Gara piatta e senza sussulti del capitano, che ancora non si è destato dal torpore della scorsa annata. Nel primo tempo ha una sola ghiotta chance, ma il destro non gira e si spegne troppo lontano dal palo. Troppo poco anche nella ripresa, quando si mette in proprio soltanto in un caso ma calcia debolmentre tra le braccia di Skorupski. Comunque altruista e deciso nei ripiegamenti.

GATTUSO 6,5 – Lo stesso undici eliminato dal Mantova espugna Bologna con una prova di carattere e un briciolo di fortuna, viste le grandi opportunità per i padroni di casa con Odgaard, Bernardeschi, Helland, Rowe e Dovbyk. Ringrazia Mandas, Frattesi e un gruppo solido, ma avrà tanto da lavorare. Chi ben comincia è a metà dell’opera, e i primi tre punti in campionato aiutano a cancellare la fragorosa macchia di coppa Italia.

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Pensieri e parole di
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