L’intervento del nostro direttore, Guido De Angelis, in apertura della trasmissione “Quelli che…”, in onda sulle frequenze 98.100 di RadioseiLazio:
«L’ambiente sappiamo come sia, c’è chi è depresso e chi è molto arrabbiato. Adesso dobbiamo avere la pazienza di supportare questa squadra e cercare in tutti modi di pensare ad un futuro migliore per la Lazio, perché quello che stiamo vivendo sembra quasi un incubo. Dobbiamo cercare di capire i tifosi e loro devono capire noi. Non facciamo sconti a nessuno, quello che sta accadendo è inverosimile. Stasera andremo a Bologna, e noi faremo il tifo per la nostra vecchia Lazio. Sarà una partita difficile. La squadra ha paura, non si può chiamare tale, è tutta da decifrare. Dobbiamo ricordare che abbiamo perso la colonna portante della difesa, che con Sarri funzionava alla grande e ha tolto tante castagne dal fuoco, nascondendo tante problematiche di gioco. La difesa è il reparto più delicato. Conosciamo anche le difficoltà dell’attacco nel fare gol, se dovesse arrivare Pinamonti e se rimanesse Romagnoli ci salveremmo in calcio d’angolo. Se non succede questo, ogni partita sarà una battaglia. Ad esempio ho visto il Genoa o l’Udinese, squadre toste, che quando sono in giornata ti fanno male. Noi dovremo essere bravi a metterci in condizione di non pensare più di essere la Lazio, tutti dovranno fare la legna e lottare su ogni pallone. Dovremo vestirci da provinciale come ci ha vestiti questa società. Il centrocampo è forse il reparto migliore, ma deve amalgamarsi, potrebbe darci qualcosa in più rispetto ad un attacco che è un cantiere. Zaccagni non è più quello di due anni fa. Si è visto anche a Frosinone, nell’amichevole, avevamo tante difficoltà nel difenderci. Con Pinamonti sarei stato un po’ più tranquillo. Il DS e il presidente hanno abbassato il tasso tecnico di un gruppo che ora deve lottare per restare. Finchè questa squadra non trova l’equilibrio, io ho paura, vedo la squadra troppo fragile».