«Il mercato non decolla. Il nome principale, in questo momento, è quello di Noah Markmann, centrale danese in forza al Nordsjælland. È un classe 2007 e potrebbe essere acquistato per 5 milioni di euro più 2 di bonus. È un ragazzo acerbo, ma si tratta di un profilo interessante. L’operazione appare piuttosto semplice da chiudere: se la Lazio non affonda ancora il colpo per Markmann, significa che spera ancora di poter arrivare a Sergi Domínguez, che rimane il nome in cima alla lista per sostituire Mario Gila.Per quanto riguarda la questione legata a Polymarket, si tratta di perdite ingenti per una società che si autofinanzia come la Lazio, ma questa vicenda non ha ripercussioni sulle risorse economiche a disposizione per il mercato. Il tesoretto rimane di circa 20 milioni di euro». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Flaminio? Tra il 10 e il 13 agosto è prevista la chiusura della Conferenza dei Servizi. I tecnici della Lazio stanno cercando di fornire risposte ai rilievi indicati dalla Soprintendenza. Si tratta di giorni decisivi, da dentro o fuori. Se la Conferenza dei Servizi dovesse chiudersi con un parere negativo, l’iter si bloccherebbe del tutto. Io credo che il parere positivo possa arrivare, ma questo non significa che non possano verificarsi problemi nei passaggi successivi».
Infine: «Romagnoli? È una situazione piuttosto strana. L’idea rimane quella di separarsi. Per il momento, però, a parte l’Atalanta, non sembrano profilarsi altre soluzioni. A differenza di qualche mese fa, quando entrambe le parti volevano separarsi, adesso sembrerebbe essere la Lazio, più che Romagnoli, a voler arrivare alla separazione».