«Ratkov non lo giudico perché non l’abbiamo mai visto giocare. Per quanto riguarda John Kennedy, bisogna vedere se si riuscirà a raggiungere l’accordo economico. Adesso si torna a parlare di Comuzzo perché la Lazio non ha disponibilità economiche e la Fiorentina sarebbe disposta a cederlo in prestito. Finora i soldi sul tavolo non sono stati messi perché le casse sono vuote. E ora ricomincia il tormentone delle cessioni di Lazzari, Noslin e Cancellieri, che appaiono molto difficili, perché questi calciatori percepiscono ingaggi di prima fascia, mentre le squadre interessate a loro sono di seconda o terza fascia». Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Non conosco Kennedy, ma il mercato della Lazio ormai assomiglia sempre di più a quello dell’Udinese: si punta su giocatori semisconosciuti nella speranza che possano garantire una futura plusvalenza. Ma questo può essere fatto in una piccola città come Udine, non a Roma. Una squadra come la Lazio non può vivere soltanto di plusvalenze e player trading, puntando a un campionato tranquillo di metà classifica. Credo che la Lazio acquisterà, nel vero senso della parola, soltanto un giocatore e credo che, in questo momento, la priorità sia il centravanti. La Lazio almeno un giocatore deve acquistarlo e quel giocatore potrebbe essere Kennedy. A quel punto il club biancoceleste potrebbe puntare su Comuzzo in difesa, per poi tentare, in extremis, l’affondo per un trequartista da schierare alle spalle di Kennedy o Ratkov».
Infine: «Vorrei riportare alcuni numeri. Si è chiusa la prima fase della campagna abbonamenti e, ovviamente, la società non ha comunicato i dati ufficiali, perché i numeri sono desolanti: sarebbero state sottoscritte circa 600 tessere. Adesso ci sarà un’altra settimana prima della vendita libera. Credo che non ci sarà un’impennata e che si potrebbe arrivare a 1.000-1.500 abbonati. Lo scorso anno, malgrado il blocco del mercato, la Lazio aveva chiuso la prima fase di prelazione con 19.386 tessere. A distanza di un anno, quindi, la Lazio ha dilapidato un tesoro inestimabile: circa 18 mila tessere, per un totale di 7-8 milioni di euro di incasso in meno. Questo è il risultato di una politica arrogante, nella quale il tifoso, invece di essere coccolato, viene offeso e insultato».