L’intervento del nostro direttore, Guido De Angelis, in apertura della trasmissione “Quelli che…”, in onda sulle frequenze 98.100 di RadioseiLazio:
«Ci aspettano giorni molto delicati. Da un lato c’è un mondo Lazio che ribolle come non mai e che si prepara a scendere nuovamente in piazza. Dall’altro, sui giornali, le notizie di calciomercato scarseggiano. Credo che questo sia il momento più delicato della storia della Lazio, perché stavolta c’è la sensazione che non ci sia più la possibilità di rivedere ambizioni vere. Più passa il tempo e più la situazione continua a precipitare. È una situazione assurda, quasi impossibile da credere. Il presidente Lotito, adesso, sarà impegnato con il Senato e la Reggina. E la Lazio, per questa società, sembra l’ultima cosa al mondo. È normale, quindi, che ci sia una reazione così forte da parte della tifoseria. La Lazio si arrangia come può e la gente non ne può più. Perfino quei tifosi che prima non osteggiavano con forza la società adesso stanno cambiando idea. E giovedì 2 luglio, alle 17.30, ci sarà questa manifestazione, alla quale prenderanno parte non solo gli esponenti del tifo organizzato, ma anche la gente comune: tutti quei laziali che hanno tramandato di padre in figlio la propria fede. Sarà proprio il popolo biancoceleste a scendere in piazza. Il tifoso laziale c’è, ma è normale che in questo momento stia vivendo una fase di “depressione”. Mi auguro che giovedì ci siano tante famiglie e tanti bambini. Credo che anche alcuni politici dovrebbero entrare in scena, perché non è accettabile tutto ciò che sta accadendo da tre anni a questa parte nel mondo Lazio. Voglio rivolgere un invito anche ai giornali: fate parlare la gente, il tifoso comune che va al lavoro e che la domenica vorrebbe soltanto godersi la sua Lazio. La passione è qualcosa che ti fa vivere meglio e non merita di essere calpestata in questo modo».