«I temi principali sono tre. Il primo riguarda il sempre più probabile investimento di Lotito, pari a circa due milioni di euro, per acquisire la Reggina, attualmente in Serie D, con l’obiettivo di riportare il club calabrese tra i professionisti. Poi c’è la questione Flaminio e, infine, quella relativa al mercato a saldo zero, per la quale la situazione appare particolarmente complessa. Ci sono sei calciatori in uscita: Provedel, Lazzari (su cui c’è il Sassuolo), Romagnoli, Cancellieri, Pellegrini (che ha richieste da parte del Como e dell’Hull, club neopromosso in Premier League) e Gila, che alla fine credo lascerà la Lazio. Alcuni di loro verranno rimpiazzati dai rientranti. Ad esempio, Mandas prenderà il posto di Provedel, mentre al posto di Lazzari tornerà Floriani Mussolini dopo il prestito alla Cremonese. La società dovrà assolutamente “indovinare” i sostituti di Gila e Romagnoli e trovare un’alternativa anche a Cancellieri, qualora dovesse trasferirsi all’Olympiacos». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Gattuso ha studiato tutte le partite della Lazio delle ultime due stagioni ed è arrivato alla conclusione che Dia e Noslin siano due seconde punte, impiegabili alle spalle dell’attaccante nel 4-2-3-1. Nell’idea del tecnico, dunque, come centravanti ci sarebbe soltanto Ratkov e per questo motivo l’arrivo di un altro attaccante sarebbe necessario. Per quanto riguarda il centrocampo, invece, l’intenzione sarebbe quella di confermare i calciatori attualmente presenti in rosa. Il modulo sarà il 4-2-3-1 oppure il 4-3-3: nel primo caso, la coppia di mediani sarebbe formata da Rovella e Taylor, con Cataldi, Dele-Bashiru e Belahyane come possibili alternative».
Infine: «Ad oggi, Gattuso conserva ancora l’entusiasmo che aveva all’inizio. Quando dico che lo spiraglio di luce è rappresentato da lui, lo penso davvero. Il tecnico ha firmato, lo scambio dei documenti è avvenuto e finora non si sono registrati ripensamenti. Per lui si tratta di un’opportunità importante per tornare a concentrarsi sul lavoro dopo la delusione per il Mondiale sfumato».