«Innanzitutto, vorrei fare un applauso a tutte le emittenti e agli organi di informazione che seguono la Lazio, perché farlo in questo momento è molto complicato. Non si vive alla giornata, ma alla mezz’ora. Non c’è un minimo di luce in fondo al tunnel, non si intravede alcun cambiamento né un cambio di passo. Vedo una squadra debole che continua a essere smantellata. Vedo accostati alla Lazio giocatori che militano in campionati esotici. Infine, è arrivato un allenatore, Gattuso, con un curriculum non tra i più lusinghieri. Forse, in questa fase, ci sarebbe voluto un altro nome. Per la verità, l’anno scorso un allenatore di spessore è arrivato, ma è stato preso in giro. E meno male che c’era Sarri, altrimenti avremmo potuto rischiare qualcosa di più, come accaduto alla Fiorentina. Ad ogni modo, parlare della Lazio in questo periodo è davvero complicato. Penso che la cosa riguardi un po’ tutti noi, sia chi se ne occupa professionalmente sia i tifosi. La speranza resta sempre accesa, ma non vedo un cambio di passo in nessun ambito. Manca una linea comunicativa chiara da parte della società, che continua, per certi versi, a nascondersi». Queste le parole di Luca Salerno nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
Salerno ha poi proseguito: «Timori per il prossimo campionato? Non penso che si possa affrontare la prossima stagione dando nulla per scontato. Oggi in Serie A ci sono diverse squadre di alto livello e nella Lazio è in corso un oggettivo indebolimento. Inoltre, non mi pare che il club biancoceleste sia nelle condizioni di effettuare acquisti in grado di garantire maggiore tranquillità. Per questo motivo, con un allenatore che non rappresenta una garanzia come lo era Sarri, non so come potranno andare le cose. Gattuso è un allenatore di carattere: che tipo di rapporto potrebbe avere con il presidente Lotito? A me sembra davvero la formula della bomba atomica. Staremo a vedere cosa succederà».
Infine: «Romagnoli? Al di là del suo legame con la Lazio, il centrale romano rappresentava il perno della difesa biancoceleste: chiunque giocasse al suo fianco rendeva bene. Del resto, per come è stato trattato quest’anno, Romagnoli fa bene ad andare via. La sua partenza aggiungerà un ulteriore problema. La società sta smantellando una squadra che, come dimostrato da questa stagione, già non era particolarmente forte. Sta cedendo i suoi pezzi migliori per fare cassa. Vorrei capire in che modo la società intenda utilizzare questi soldi».