“La prima impressione che ho avuto è che non è facile lottare per gli obiettivi, farlo da soli, come ha fatto Baroni, e mantenere un equilibrio così pulito sporcato dalla cattiveria. Baroni ha lavorato in questi anni con l’entusiasmo di chi si è conquistato da sé la possibilità.. La Lazio per lui rappresentava un’occasione da non perdere, lui stesso ha detto che fino a gennaio stava andando tutto benissimo, poi il mercato di gennaio portò un giocatore come Ibrahimovic che gioca in Serie B austriaca, Belahyane che non gioca mai e il discreto Provstgaard. Le sue parole sono quelle di un uomo serio che quando sbaglia lo ammette, che si è trovato solo in questa avventura, con una dirigenza che lo ha accompagnato alla porta. Si parlava di progetto da anni ma anche in generale questi allenatori vengono eliminati uno dopo l’altro e il mister, non sentendo la fiducia, si è fatto da parte nonostante il contratto, da parte mia dico chapeau. Peccato perché c’era la possibilità di vederlo un altro anno, non volevo la qualificazione in Conference, porta via energie e ti porta a giocare in posti sperduti e con la rosa corta della Lazio non sarebbe stata la cosa ideale. Ovviamente Baroni ha raccontato con poche frasi quello che era il quadro di riferimento dei rapporti. Lui fa una domanda retorica, dicendo che non si può avere un rapporto costruttivo con Lotito e questo certifica la mancanza di dialogo”. Queste le parole di Malcom Pagani nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “L’allenatore è un mestiere pieno di solitudine, sai benissimo che puoi essere mandato via in qualsiasi momento, lui pensava che ci fosse la possibilità di lavorare 2 o 3 anni ma così non è stato. Bisogna anche dire che da gennaio a giugno la squadra non ha fatto bene, quindi come dice anche lui non si libera dalle responsabilità, qualcosa deve essere successo. Nonostante ciò la fotografia mi sembra chiara, nessuno della squadra lo ha tradito, con il presidente è impossibile avere un rapporto costruttivo, mi sembra evidente il quadro generale. Sulla situazione ho due letture. La prima è legata alla presidenza, mi viene in mente che tutte le volte che l’allenatore diventa più importante di chi è alla presidenza, perché Baroni era diventato un punto di riferimento per la tifoseria, si crea una situazione che può creare delle gelosie inconsulte. Questo è un aspetto che vi invito a riflettere. L’altro aspetto è che forse ci voleva un allenatore di grande curriculum e carisma come Sarri per reggere l’urto di una squadra che tecnicamente si stava impoverendo. Infine il mister ha parlato dei rigori con il Bodo affermando che forse ha sbagliato a farlo tirare a Castellanos ma poi ha anche detto che i rigori sono una lotteria, poteva andare bene o poteva andare male”.