“Baroni è stato un signore, il cortocircuito che si è creato con la società fatica a raccontarlo e ha fatto un intervista di alto livello. Si vede lo spessore umano dell’allenatore. L’intervista è stata ottima perché fa capire i motivi dell’addio, perché da fuori sembrava se ne fosse andato via dal nulla. Come ha fatto capire anche il mister dall’intervista, è stato accompagnato alla porta, quando ho avuto modo di parlare con Baroni, una persona speciale, la parola chiave è incomprensibile. Il mister non si è mai dato una spiegazione vera del perché da gennaio in poi sia iniziato questo lavoro di delegittimazione nei suoi confronti. Aldilà di Baroni a gennaio, secondo la società, il mister ha alzato la testa facendo determinate richieste, la società ha avuto la sensazione che il mister ha iniziato a chiedere di più e di voler essere ascoltato. Sarri è stato preso per un altro motivo. La società sapeva del blocco del mercato, e quindi avevano bisogno di un totem per la gente”. Queste le parole dell’opinionista Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “La società aveva già deciso su Baroni da gennaio, quello che era stato detto il 17 gennaio, mi ricordo che continuavo a leggere queste righe scuotendo la testa perché eravamo quarti e volavamo in Europa League. Ormai è evidente che la Lazio dietro la richiesta di Fazzini a gennaio, si è trovata davanti a una situazione che non si aspettava durante la firma del contratto di Baroni. Bisogna anche dire che la società ci ha provato per Fazzini ma la richiesta fu eccessiva. Nonostante ciò secondo la società, la rosa la allestiscono totalmente loro, e l’allenatore deve gestire e farla rendere. Tornando all’attualità riguardo Gattuso oggi è previsto il suo arrivo a Formello e arriverà la firma. Si parlerà di mercato ma, nonostante il suo carattere, il mister ha così tanta voglia di ripartire che non penso ci saranno dei cortocircuiti.