“Sono abbonato da sempre, da quando ho dieci anni. La situazione attuale la sto vivendo molto male. Non ho mai avuto un periodo così brutto, non riesco proprio a rendermi conto di come abbiamo fatto a finire così. Il calcio è cambiato, mi fa rabbia il fatto che siamo andati benino quando i diritti televisivi ci aiutavano tanto e bene o male abbiamo sempre navigato. Adesso con un calcio nuovo, dove non è più sufficiente questo, si stanno affacciando nuove realtà come il Como, l’Atalanta o il Bologna e diventa difficile. Diventa fastidioso anche vedere che dall’altra parte le cose, dopo tanti soldi spesi, stanno andando bene. Quello che è bruttissimo è il modo di affrontare il mondo laziale. Ho tanti amici che sono laziali sfegatatati che non vanno più allo stadio fino a che la situazione non cambierà. La mia famiglia era romanista e sono arrivato io che sono un laziale perso”. Queste le parole di Stefano Andreotti nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
Stefano Andreotti ha poi proseguito: “La cosa veramente brutta è il clima, io faccio parte dei tifosi della Lazio ed essere apostrofato in quel modo è veramente brutto, anche i discorsi sulla nostra storia è veramente triste. Ho il dubbio che in società non hanno veramente capito cosa sta succedendo, e per società intendo una persona sola, non me ne capacito. Già quest’anno fino a dicembre, quando la Lazio era da quella parte della classifica ho avuto un po’ di paura, poi per fortuna grazie all’allenatore siamo riusciti a risalire. Noi ci dobbiamo preoccupare, poi spero di essere smentito, le premesse non ci sono poi tutto può accadere. Lo stadio Flaminio è stata una speranza per tutti noi da sempre, ma ad oggi non ci crede nessuno, tutti sono preoccupati per il futuro attuale della Lazio”.