“Quelli che…”, Mattei: “Per Lotito la Lazio è un mezzo per raggiungere il proprio fine. Su Gattuso…”

«Flaminio? Non mi interessa proprio. Stiamo parlando di qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, vedrebbe la luce tra cinque o sei anni e che rappresenterà una battaglia durissima a livello burocratico, vista la quantità di ostacoli da superare. Io guarderei piuttosto a cosa mangiare stasera, più che programmare cosa mangiare nel 2032. Preferisco invece soffermarmi su ciò che sta facendo Gattuso, che ha contattato Zaccagni e Romagnoli per capire se potrà contare o meno sulla loro permanenza. Il tecnico calabrese si sta sostituendo a un lavoro che dovrebbe spettare alla società, perché ha capito che i giocatori più importanti stanno cercando di scappare da Lotito. Gattuso sta tentando di cancellare le responsabilità della società e di evitare ciò che, al momento, appare inevitabile. L’obiettivo della società è quello di cedere i calciatori con gli ingaggi più pesanti: una politica improntata al risparmio che inevitabilmente finirà per incidere anche sul rendimento della squadra. A Lotito interessa mantenere la Lazio perché rappresenta il mezzo attraverso cui raggiungere il proprio fine». Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.

L’opinionista ha poi proseguito: «Baroni? Era riuscito a portare questa squadra al 120%, senza considerare che lo scorso anno c’era ancora Vecino e che Pedro aveva un anno in meno sulle spalle. Le due stagioni non possono essere paragonate, considerando tutto ciò che è accaduto quest’anno tra infortuni, episodi arbitrali, mercato e il clima tossico che si è venuto a creare. I giocatori non vivono su Marte: percepiscono perfettamente la situazione. Avete visto l’atteggiamento di Bašić con Lotito? Lo ha lasciato parlare da solo in mezzo al campo. E se persino un ragazzo così mite arriva a comportarsi in questo modo, immaginate cosa possano pensare altri giocatori con una personalità più forte. Ormai nessuno sembra più disposto ad ascoltare il presidente. Nel frattempo, le altre squadre, come il Como e l’Atalanta, continuano a crescere. La Lazio, invece, arretra e i numeri lo confermano: negli ultimi tre anni sono arrivati due settimi posti e un nono posto».

Infine: «Se c’è stato un momento in cui ho pensato che le cose potessero cambiare? A un certo punto sì: credevo che questa Lazio, grazie ai tanti soldi entrati negli ultimi anni, potesse essere migliorata. Tuttavia, alle prime difficoltà, il presidente Lotito si è incattivito ed è entrato in conflitto con tutti: tifosi, allenatori e giocatori. Quello che sembrava un percorso di crescita si è rapidamente trasformato in un passo indietro».

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