“Penso che tutti i Laziali sono preoccupati. Serve una programmazione e una struttura, Sarri quest’anno ha detto che non c’era la struttura per vincere e sono d’accordo, stava poi per arrivare il miracolo della Coppa Italia che purtroppo non è arrivato.. La preoccupazione della gente è legittima perché si va incontro ad un altro ridimensionamento. L’attenzione della società mi sembra tutta sullo stadio Flaminio, che per quanto può essere bello, la cosa importante per il tifoso è avere una squadra forte, che deve essere rinforzata. Basic ha scelto il Venezia, per lui l’offerta era importante e parlando con Lotito ha detto che sono stati loro a prendere tempo e di conseguenza il croato ha scelto di andarsene. L’unico errore, se così possiamo chiamarlo, di Basic è stata il prendere tempo quando la Lazio gli ha fatto una proposta di 2 milioni e quella cosa ha irritato la società. Il cortocircuito è arrivato in quel momento, alla fine si è fatto avanti il Venezia e Basic ha deciso di partire”. Queste le parole dell’opinionista Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli Che…”, sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: “L’obiettivo per me è che qualcuno torni allo stadio. Lo dico perché, per la situazione che si è creata, è evidente che non si riesce a fare calcio così. Sono convinto che qui ci sia un movimento ampio per portare una sola squadra a Roma, ci sono stati momenti veri anni fa e poi la cosa si è bilanciata ma adesso è evidente, altrimenti la politica sarebbe già intervenuta”.