«Le parole di Lotito? Al di là dello sconcerto, ho provato una vera e propria sensazione di dolore. Nel tono e nei contenuti, infatti, quelle dichiarazioni le ho percepite come una ferita per il tifoso laziale, perché certe offese, pronunciate da chi ricorda sempre come la Lazio sia un ente morale, finiscono inevitabilmente per ferire. Lotito dovrebbe essere il rappresentante di questo ente morale e, invece, sceglie di utilizzare determinate espressioni, tra parolacce e offese rivolte ai tifosi. Tra l’altro, il presidente è poi andato tranquillamente alla festa di Pedro al Pigneto: è una situazione davvero caotica. Queste parole sorprendono ancora di più perché arrivano da un senatore della Repubblica. È una situazione che, ormai, sembra non aver più nulla di razionale. Credo che, in questo astio ormai stratificato, Lotito abbia perso ogni forma di freno inibitore. Il presidente si è reso conto che il rapporto con la tifoseria è completamente irrecuperabile e, di conseguenza, ogni sua dichiarazione finisce per trasformarsi in uno sfogo contro i tifosi, anziché in qualcosa di utile per migliorare o costruire. È come se Lotito avesse ormai accettato l’idea che da questa situazione non si possa uscire e che, quindi, ogni esternazione debba diventare uno sfogo. Quando ho ascoltato le sue parole, questi sono stati i miei primi pensieri: la sensazione di dolore, l’idea di un ente morale calpestato e il fatto che tutto questo provenga da un senatore della Repubblica. Ogni volta parliamo di punto di non ritorno, ma ogni volta quel limite viene superato dall’offesa successiva. Lotito pensa di compiere azioni che non vengono interpretate nel modo corretto, crede che manchi riconoscenza da parte del tifoso laziale e che qualsiasi cosa faccia venga contestata. Dal secondo posto in poi si è creato questo cortocircuito. In quel momento il presidente non ha percepito il riconoscimento che si aspettava e, da allora, è come se avesse deciso di non fare nulla per arginare questo clima di ostilità, trasformando ogni dichiarazione in uno sfogo rivolto contro chi gli manifesta quest’odio. Un astio emerso anche in un momento nel quale riteneva di non meritarlo». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Non ero a conoscenza di un tentativo interno di alimentare la protesta nei confronti di Lotito. So che all’interno dello staff medico esistono posizioni diverse, ma con le sue dichiarazioni Lotito ha scoperchiato ben altro. È chiaro che, a questo punto, la rivoluzione non riguarderà soltanto allenatore e giocatori. Sono a conoscenza di vedute molto differenti tra i dirigenti della Lazio: non c’è grande sintonia, ma di questa situazione specifica non sapevo nulla. Se il riferimento fosse a Sarri? Credo di sì. Dopodiché, però, nel cortocircuito generale, invece di separarsi da un allenatore che, secondo lui, avrebbe alimentato una protesta dall’interno di Formello, Lotito afferma che Sarri ha un contratto fino al 2028 e che, prima di andare al Napoli o all’Atalanta, dovrà incontrarsi con lui. Per quanto riguarda le dichiarazioni sui calciatori, oltre al fatto che le ritengo assolutamente non veritiere, non bisogna pensare che i giocatori siano dei robot che non sentono nulla e che si limitano soltanto ad allenarsi. Mesi fa, nel corso di una telefonata privata, venne pronunciata una frase molto pesante nei confronti della squadra e già allora la reazione fu estremamente negativa, perché si trattava di un giudizio generalizzato. Sono dichiarazioni che inevitabilmente lasciano una ferita».
Infine: «Sarri? Deve scegliere tra Napoli e Atalanta. Tuttavia, ai partenopei questi tentennamenti del tecnico toscano non stanno facendo particolarmente piacere. Proprio per questo motivo, resta viva la pista che porta ad Allegri. Smentisco, invece, le voci su Thiago Motta, che andrà ad allenare all’estero, tra Spagna, Francia, Inghilterra o Germania. Anche Vincenzo Italiano mi sembra una pista difficilmente percorribile. Io continuo a spingere per Conceição. Non so nemmeno se il portoghese accetterebbe di venire in queste condizioni, ma credo possa rappresentare la scelta migliore. Le cose più concrete, ad oggi, sono il sondaggio per Palladino, la stima di Fabiani nei confronti di Pisacane e quella di Lotito per Gattuso».