Roma-Lazio 2-0, le pagelle: Furlanetto ok, Provstgaard se la cava. Paghiamo i soliti piazzati

Al termine di Roma-Lazio arrivano come di consueto le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.

FURLANETTO 6 – All’esordio assoluto con la Lazio dopo dieci anni, se la cava egregiamente con una parata su un tentativo di autogol di Tavares, un riflesso su Malen e un buon intervento su una punizione di Dybala. Un peccato che subisca il 2-0 dall’angolo seguente. Ha fatto un’ottima figura, da migliore in campo.

MARUSIC 5,5 – Non ha sofferto Wesley, non si è mai proposto in avanti. Il solito Marusic di quando non commette sbavature marchiane. Aveva già dato nelle due partite con l’Inter.

GILA 4 – Cancella dal campo un Malen mai così in difficoltà in Italia. Ma si fa mangiare in testa due volte da Mancini sui due calci d’angolo che decidono la gara. Due macchie troppo gravi.

PROVSTGAARD 6 – Una buona partita su Dybala, che gli va via soltanto una volta con una grande giocata nello stretto. Nella ripresa l’argentino ci riprova, ma si porta la sfera in fallo laterale. Ha tenuto bene, senza demeritare nel farci uscire dal basso.

TAVARES 5,5 – Nel primo tempo entra a sinistra ed è una spada di Damocle nella difesa giallorossa, ma non riesce a sfondare. In avvio di ripresa spreca un’occasione potenzialmente importante. Difende bene su Wesley quando il brasiliano si sposta sulla sua corsia. I compagni non lo assistono, e ogni tanto si prende delle licenze di troppo. Sbadato nel finale.

TAYLOR 6 – Le aveva giocate tutte, oggi spende il giallo per fermare una ripartenza di Dybala e chiude anzitempo la stagione. Gioca di prima, ma non riesce a concludere. Nel vivo del gioco, ma stanchissimo. Esce a inizio ripresa per Dele-Bashiru.

ROVELLA 5 – Aveva guidato la squadra con buona personalità nel primo tempo, perdendo comunque due o tre palloni sanguinosi. Ingenuo nella seconda frazione, quando lascia la squadra in dieci uomini. Stagione travagliata a dir poco.

BASIC 5 – Viaggia a velocità ridotte, giocando in maniera pulita in un primo tempo discreto. Quando ha il pallone è scolastico e spesso leggero, nella ripresa viene sovrastato.

CANCELLIERI 5,5 – È in partita dal 1’ al momento della sostituzione, ma con tutti i suoi limiti. Salta a vuoto e con superficialità sul calcio d’angolo che stappa la partita e rompe gli equilibri. Conquista qualche calcio di punizione, si prepara bene il terreno, ma poi cincischia e incespica sul pallone quando c’è da incidere. Ha dato quello che poteva e per questo non voglio infierire. È chiaro che non sia un calciatore da parte sinistra della classifica del campionato di Serie A.

DIA 5,5 – Fa a sportellate con Ndicka e lo fa anche discretamente bene, parte in netto fuorigioco sul gol del vantaggio. Le lacune tecniche sono evidenti: a metà primo tempo potrebbe innescare Tavares e metterlo in porta, ma sbaglia clamorosamente la misura dell’ultimo passaggio. A tratti sembra che non si regga in piedi, un gol in campionato è davvero una miseria.

NOSLIN 6 – Oggi gioca a sinistra al posto di Zaccagni e le uscite con Tavares non solo le stesse. Si mette in proprio con una o due fiammate, ma perde altrettanti palloni a causa di stop banali. Quando si incarica della battuta dei calci d’angolo, è un pianto.

I cambi

ISAKSEN 5 – Prova a puntare Mancini, ha la peggio due volte. Troppo morbido, troppo leggero, fa bene la prima cosa per poi sbagliare la seconda. Da tre anni.

DELE-BASHIRU 5 – Impatto nullo sul match da parte di un acquisto sbagliato. C’entra poco o nulla con questi livelli, o forse è il perfetto specchio di come è stata costruita questa rosa.

MALDINI 5,5 – Entra a partita già praticamente finita, e stranamente ci mette (addirittura) un briciolo di grinta. Una delle tante meteore transitate a Roma.

PEDRO NG – Ha una dozzina di minuti a disposizione, non è giudicabile.

LAZZARI NG – Si ricorda solo per una sorta di harakiri, quando a inizio recupero scivola e rischia di farsi male.

L’allenatore

SARRI 7 – Evita quello che sembrava un passivo pesante annunciato, preparando (in pochissimo tempo) la partita alla grande e dando una lezione di tattica all’avversario in un primo tempo quasi perfetto. Non può nulla se in avanti peccano sempre nell’ultimo passaggio e in difesa dimenticano le marcature sui piazzati. Ancora di salvezza, aveva annullato i punti di forza di Gasperini. Purtroppo, con questo bagaglio tecnico, al rivale basta speculare sulle sbavature dei singoli per avere la meglio.

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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