Nel pre-partita di Roma-Lazio, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri è intervenuto ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue parole:
«È chiaro che la mia fosse soltanto una provocazione. I calciatori non li avrei mai lasciati soli in una bolgia del genere. La mia era semplicemente un’opinione sulla Lega, che secondo me non sta gestendo al meglio il nostro campionato, già in difficoltà di suo. In questa giornata ci sono cinque squadre che si giocano una partita da 70/80 milioni di euro, quindi era l’occasione giusta per confezionare un prodotto capace di rilanciare il campionato agli occhi dell’opinione pubblica mondiale. Quest’anno un derby si è giocato alle 12:30, con 35 gradi all’ombra, e un altro a fine maggio alle 12:00. Lo stesso discorso vale per il campionato Primavera, la cui prima partita è stata disputata il 16 agosto alle 12:00: nessuno voleva andare in campo e nessuno è andato in tribuna. L’ultima, invece, è stata giocata di venerdì alle 11:00 e, chiaramente, la tribuna era vuota. Non si può pretendere che ragazzi cresciuti in questo contesto siano pronti, dopo sei mesi, per giocare a San Siro. Chiaramente sto parlando soltanto per il bene del calcio. Quello della Lazio dobbiamo farlo da soli: non è che se oggi facciamo una brutta partita è colpa della Lega. Tuttavia, quanto accaduto nell’ultima settimana mostra una certa incapacità nella gestione del campionato italiano. Ci sono troppi esperti di politica sportiva e pochi uomini di calcio. Se parli con queste persone, ti rendi conto che non conoscono il profumo dell’erba. Per loro giocare a mezzogiorno o la sera è la stessa cosa, ma il calcio è un’altra cosa. Quindi meno esperti di politica sportiva e più gente di calcio!».