L’allenatore della Lazio Maurizio Sarri è intervenuto nella conferenza stampa di vigilia della finale di Coppa Italia contro l’Inter. Di seguito le sue parole:
Come sta Cataldi? Il dubbio più importante è in mezzo al campo?
«Ha fatto il primo allenamento con noi stamani. Sta un po’ meglio, ma l’efficienza fisica è un altro conto. Non è un giocatore che può fare uno spezzone lungo. Dopo la partita di sabato ce ne ho otto di dubbi. Abbiamo fatto talmente male a livello collettivo che non ha senso vedere a livello individuale»
Ci sarà un approccio diverso?
«Quando si gioca così spesso non c’è modo di fare una tipologia di allenamento che ti dà indicazione. La squadra ha fatto bene in allenamento, ma aveva fatto bene anche settimana scorsa e poi si è sciolta in partita. Dobbiamo sperare che saremo mentalmente diversi domani»
Quanto è orgoglioso di se stesso?
«Sono orgoglioso della stagione e soprattutto dell’atteggiamento della squadra, che non ha mai mollato davanti a nessun tipo di difficoltà. Sono tornato a divertirmi ad allenare. Le più grandi motivazioni sarebbero di vincere per loro. La squadra ha fatto un grande percorso, ha attraversato il deserto senz’acqua e questo è motivo di soddisfazione. Siamo diversi da inizio stagione, in maniera migliorativa. Come uomini siamo contenti di loro»
Che orgoglio sarebbe vincere un trofeo qui?
«Dal punto di vista personale ne ho perse due di Coppe, entrambe ai rigori. Quella che rimpiango di più è quella in Inghilterra contro il City. Poi l’ho detto, questo è un trofeo e deve essere dei giocatori e del pubblico, per dar loro una soddisfazione. Per loro deve essere stato doloroso per loro non esser venuti allo stadio. Ho una carriera lunga alle spalle, non mi cambia la vita, sarebbe bello per la soddisfazione che dà ai ragazzi»
Le finali sono partita diverse. Come si affrontano? Hai battuto su questo tasto?
«Io oggi dopo pranzo, mi sono messo a preparare la riunione di stasera ed ero in difficoltà a trovare parole adatte. Siamo di fronte ad una partita talmente chiara da preparare che ogni parola è retorica. Serve coraggio, serve dimenticarsi della partita di sabato. Qualsiasi parola che dirò stasera la ritengo quasi superflua. Bisogna crederci fino alla follia»
Ha un messaggio per la tifoseria? E per Pedro?
«Pedro è stato acciaccato fino a stamattina, penso che per domani si metterà a disposizione. Solitamente lui è uno specialista di queste partite. Ha segnato nell’80% delle finali che ha fatto, in queste partite riesce a tirar fuori tutto»
Vi aspettavate che Chivu avesse così tanto successo all’Inter?
«Ha avuto un bell’approccio, ha avuto un’opportunità e l’ha sfruttata nella maniera giusta. Ha guidato una squadra forte dove doveva»
Domani la Lazio dovrà centrare la partita tatticamente o mentalmente?
«Se l’atteggiamento mentale è quello di sabato la tattica non conta più nulla. Se si difende con l’occhio e si attacca senza attaccare gli spazi… Abbiamo preparato qualcosa di diverso, vediamo se può funzionare o meno. Se funziona è perché l’atteggiamento mentale è diverso»
Il ritorno dei tifosi può aiutare?
«Sicuramente andare a fare riscaldamento negli ultimi tempi è stato deprimente. Come ti ho sempre risposto, io non so quanti punti ci è costato non avere i tifosi, ma sicuramente qualcosa ci è costato»