«La Lazio sta bene fisicamente e mentalmente. Da Torino-Lazio 2-0 del 1° marzo sono passati due mesi, durante i quali i biancocelesti sono riusciti a ottenere 17 punti in 8 partite, più la finale di Coppa Italia. La squadra resta sempre dentro le partite e nel finale riesce a trovare risorse incredibili: 8 gol segnati nel recupero non possono essere un caso. Conference? Obiettivo difficile. La Lazio dovrebbe recuperare 4 punti all’Atalanta, che diventano 5 considerando gli scontri diretti. Il rimpianto è il gol divorato da Dele-Bashiru contro l’Udinese, che avrebbe permesso ai biancocelesti di portare a casa la vittoria. Con quei 2 punti in più, la Lazio si troverebbe oggi a -2 dalla Dea e parleremmo di tutta un’altra situazione». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Ieri Sarri ha detto una cosa chiara: l’Inter si conosce benissimo. Io credo che il tecnico saprà preparare la partita del 13 maggio nel migliore dei modi, ma non mi aspetto indicazioni tattiche particolari dalla sfida di campionato. Una partita che si giocherà in uno scenario surreale, con lo stadio semi-deserto. Sarà interessante vedere il tridente che scenderà in campo sabato. Credo Sarri possa lanciare dal 1’ Cancellieri, Maldini e Pedro, per poi schierare Isaksen, Noslin e Zaccagni in finale. Mi aspetto di vedere in campo i calciatori che hanno bisogno di giocare per mettere minuti nelle gambe, su tutti Rovella. Lo spezzone di gara giocato ieri sera dal classe 2001 è incoraggiante e ci fa riflettere in vista della gara del 13 maggio. Non dobbiamo dare invece per scontata la titolarità di Isaksen in finale: Sarri vede Cancellieri più affidabile dal punto di vista difensivo, una qualità che potrebbe spingere il tecnico a lanciare dall’inizio proprio l’esterno romano».
Infine: «Il discorso di Sarri è giustissimo, ma c’è una piccola inesattezza. Quando il tecnico si chiede perché Inter–Milan non si sia giocata alle 12:30, il motivo è che il derby di Milano, a differenza di Roma-Lazio, è generalmente considerato meno “critico” sul piano dell’ordine pubblico. Tuttavia, per quanto riguarda l’orario diurno, si tratta di un parere dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive che viene trasmesso al Viminale, il quale poi comunica alla Lega la necessità di scegliere un orario diurno per il derby. Questa scelta, quindi, non dipende dalla Lega, che è responsabile però di aver collocato la stracittadina in concomitanza con gli Internazionali di tennis. La decisione su data e orario del derby sarà presa martedì 12 maggio. Fino ad allora ci saranno contatti continui tra istituzioni e società per cercare di trovare una soluzione. Una strada potrebbe essere quella di far disputare la partita lunedì 18 alle 18:00, ma è una soluzione che si scontrerebbe con la necessità di garantire la contemporaneità delle ultime due gare di campionato».