Le pagelle di Cremonese-Lazio: Motta sbaglia, Noslin no. Tavares da urlo, si sblocca Isaksen

Al termine di Cremonese-Lazio 1-2 arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.

MOTTA 4,5 – L’errore commesso al primo tiro della Cremonese è concettuale, tecnico e marchiano. Bonazzoli calcia senza deviazioni, la sbavatura è grossolana. Respinge lateralmente il destro di Bondo nel finale. Ha ventuno anni, speriamo si sia giocato il bonus su una rete resa inutile da Isaksen e Noslin. È abbastanza evidente che contro l’Inter servirà una sua versione strepitosa per avere qualche speranza.

MARUSIC 6 – Per recuperare la miglior forma ha bisogno di giocare, veniva da un’ora nell’ultimo mese e ha retto addirittura cento minuti. La solita performance senza infamia e senza lode, condita da una buona diagonale su Maleh nel finale. In uscita è approssimativo e regala più di un pallone ad un rivale per fortuna modesto in zona gol.

ROMAGNOLI 6,5 – La ferocia con cui guida la linea non ha eguali. Respinge tutti i cross di Pezzella, contiene Sanabria come se fosse l’ultimo degli arrivati e non fa toccare un pallone a Vardy. La facilità nelle letture salta all’occhio: con Baroni e Tudor faceva fatica, nel sistema di Sarri si esalta. La sua permanenza sarebbe essenziale.

PROVSTGAARD 6,5 – Ha due occasioni importanti per trovare di testa la prima gioia in Italia, ma le manca. Spende un giallo che non lo condiziona più di tanto, poi si immola per murare una conclusione ravvicinata e potente di Vardy, destinata allo specchio. Balla più di Romagnoli, ma è giovane e con Sarri può crescere.

TAVARES 7 – In qualche mese Sarri l’ha reso padrone del ruolo, un difensore credibile, senza togliergli i suoi strappi portentosi. Attento su Floriani Mussolini, nella ripresa salta tre uomini con un’accelerazione delle sue e manda in porta Noslin e Isaksen per la rete dell’1-1. Fisicamente impressionante, si è convinto di poter migliorare e sta finalmente rendendo al massimo.

BASIC 6 – Gioca sempre di prima e – senza strafare – fa spesso la cosa giusta. Non dotato di un’ottima tecnica, è comunque prezioso nelle due fasi e si fa apprezzare anche più dei compagni di reparto. Cala alla distanza, ma è sempre applicato e ben posizionato.

PATRIC 6 – Settima uscita in cabina di regia, è molto pulito e ordinato ma a volte – per andare sul sicuro – torna indietro e rallenta la manovra, rendendoci prevedibili. Sfortunato protagonista di una carambola che manda in porta Zerbin, che per nostra fortuna sciupa una ghiotta chance davanti a Motta. Comunque centrale, a metà della prima frazione esce in bello stile tra tre avversari e ci fa ripartire. Lottatore, gli vediamo addirittura vincere qualche duello di testa sulla trequarti rivale. Sarri gli ha regalato una seconda parte di carriera credibile.

TAYLOR 5,5 – Stanco e impreciso, è meno nel vivo del solito. Avrebbe bisogno di rifiatare perché dopo diciotto partite dall’inizio gli errori di misura sono all’ordine del giorno. Meno reattivo in fase di interdizione, poco coinvolto in avanti. Non riesce neppure a prendere il giallo che gli avrebbe fatto saltare l’Inter per poi tornare nel derby. Scelta che comunque potrebbe arrivare dal tecnico. Il ragazzo pare aver bisogno di un turno di riposo.

ISAKSEN 7 – Doveva sfruttare la squalifica di Cancellieri per accendersi e ritrovare fiducia, l’ha fatto. Si mangia un gol su assist di Zaccagni a inizio ripresa, poi spacca la porta rivelandosi – per una volta – cinico al 53’ su un assist intelligente di Noslin. Non ha ancora il fuoco dentro, forse non lo avrà mai. Ma stasera diventa il miglior marcatore stagionale della nostra Lazio e conquista il suo personale record di reti in Italia. Stremato, nel finale lascia spazio a Dia.

MALDINI 5 – Ingolfato e troppo morbido, riesce a tenere pochissimi palloni e non si prende alcuna responsabilità. Facile da marcare, resta negli spogliatoi al break. Il mister confida che l’ex Monza non riesce ad allenarsi a dovere a causa di un problema che si trascina da diverso tempo. Attenuante spendibile, ma nei fatti il suo contributo della serata è prossimo allo zero.

ZACCAGNI 6 – Al rientro dal terzo infortunio ravvicinato – in realtà un forte affaticamento – si riprende il posto da titolare, ma senza ingranare. Un buon assist sul secondo palo per Isaksen, qualche spunto dei suoi e molti generosi ripiegamenti in fase difensiva. Probabilmente gli vedremo fare uno spezzone importante anche sabato, perché questo Zaccagni è ancora un lontano parente del calciatore che conoscevamo.

I cambi

ROVELLA 6 – Rientra dopo due mesi e mezzo, Sarri gli concede cinquanta minuti in vista dell’Inter. Qualche errore di posizione avvia delle fiammate pericolose dei padroni di casa. Soffre il dinamismo di Bondo, ma è una sua palla in avanti per Dia che dà il là all’azione del vantaggio nel recupero. Bentornato!

NOSLIN 7,5 – Parte dalla panchina e come spesso gli capita è determinante. Altruista (pure troppo) nel servire l’assist del pareggio a Isaksen, si prende la scena con un gol alla Del Piero nel recupero. È diventato contro ogni pronostico il nostro centravanti più credibile. Assist, gol, premio di migliore in campo e iniezione di fiducia per gli ultimi quattro turni.

PEDRO 6 – Non sono gli ingressi convincenti dello scorso anno, anche perché non può sempre subentrare e segnare gol come quelli realizzati all’Udinese. In assoluto gestisce in maniera non pulitissima qualche pallone di troppo, ma si adatta senza problemi a giocare sia a destra che a sinistra. Speriamo si sia conservato le ultime cartucce con la Lazio per il rush finale.

DELE-BASHIRU 6 – Fa rabbia vederlo camminare senza fiutare il pericolo, ma il carattere e la personalità non sembrano le sue doti migliori. Perde diversi palloni, alcuni se li riprende con cattiveria. Ancora spaesato, fin qui è tra le poche note stonate di una stagione in cui ogni calciatore ha dato il 100%.

DIA 6,5 – Entra col solito piglio indolente e si fa anticipare ai primi due palloni toccati. Ma ha il merito di iniziare l’azione del raddoppio, servendo a Noslin l’assist da tre punti. Il bis di quello apparecchiato a Taylor a Bologna. Ci accontentiamo di poco, ma il ragazzo inizia a tornare a referto.

L’allenatore

SARRI 7,5 – Con un undici radicalmente nuovo rispetto all’andata va a vincere (per la prima volta) la seconda trasferta consecutiva e per la prima volta centra una rimonta che mancava da ottobre 2024. Senza l’asse della squadra e con tanti acciacchi, ci sta conducendo da maestro ad un campionato che con altri allenatori ci saremmo sognati. Lunga vita!

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Pensieri e parole di
Guido De Angelis

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