«Ci sono state quattro o cinque partite in una sola: il gol annullato a Ederson, poi quello di Romagnoli che sembrava poterci portare in finale, poi il pareggio improvviso di Pašalić, quindi un altro gol annullato a Raspadori per fuorigioco di Zappacosta e, infine, la sequenza dei rigori, con molti errori da entrambe le parti. Una sequenza di emozioni incredibili. La parata di Motta su Scamacca al 95’ è stata straordinaria. Ha neutralizzato due rigori alla sua destra e due alla sua sinistra e, a parte quello di Zappacosta, erano tutti tiri forti e angolati. I tifosi, stanotte, sono andati a Fiumicino e hanno portato in trionfo questo ragazzo. Alla sua presentazione mi aveva colpito, innanzitutto, la sua capacità di linguaggio e, soprattutto, la sua maturità. Lo trovo freddissimo, glaciale: non si lascia condizionare più di tanto da ciò che accade». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «L’Atalanta aveva iniziato meglio la gara, con ritmo. La Lazio era molto schiacciata: Noslin non riusciva a proteggere molti palloni e i biancocelesti non riuscivano a ripartire in contropiede. Piano piano, però, la Lazio è stata brava a prendere le misure alla Dea, che quest’anno non è così ingiocabile come negli anni passati. I biancocelesti hanno mostrato grande attenzione tattica: la squadra si muoveva in campo a fisarmonica, in maniera davvero armoniosa. La Lazio ha un gruppo speciale, uno spogliatoio particolare che Sarri è riuscito a tenere compatto fin dall’inizio della stagione. Il gruppo ha un senso di appartenenza straordinario, qualcosa che nei momenti difficili fa la differenza. Finale? Ci sarà grande confusione nell’area del Foro Italico, perché in contemporanea si disputeranno gli Internazionali d’Italia».