Al termine di Napoli-Lazio 0-2 arrivano, come di consueto, le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.
MOTTA NG – Se mi avessero detto che il nostro baby-portiere non avrebbe dovuto compiere una parata (neppure su un tiro telefonato o dalla distanza) in casa dei campioni d’Italia in carica, non ci avrei mai creduto. Non ha dovuto sporcarsi i palloni: Sarri ha preparato un capolavoro tattico inappuntabile.
LAZZARI 7 – Mi auguro che nel finale di gara non si sia stirato, perché ho rivisto la migliore versione del terzino che acquistammo dalla Spal. Vitali le sue sovrapposizioni sulla destra, è stato applicato come non mai anche in fase difensiva. Bene anche in uscita.
GILA 7,5 – Un’ora di gioco senza sbavature che esemplifica il modo corretto di marcare un rivale ostico come Hojlund. Anticipi puntuali, rincorse efficaci, verticalizzazioni e uscite con la palla da leader. A Bergamo sarà decisivo, in un verso o nell’altro. Non gli è stato mai proposto il rinnovo del contratto.
ROMAGNOLI 6,5 – Talmente abituato a queste gare e talmente a suo agio nella linea di Sarri da rendere all’apparenza semplici partite monumentali come questa. Non gli serve essere appariscente, perché è sempre ben posizionato. Tanti duelli vinti, annulla completamente un attacco spigoloso.
TAVARES 7 – A inizio gara scivola con un tempo di ritardo su Politano, che scodella al centro qualche cross di troppo. Di fatto, però, non soffre mai da terzino al Maradona. Anzi, nella ripresa uno strappo dei suoi confeziona l’assist sprecato da Cancellieri, preludio al raddoppio di Basic. Si era sganciato quasi da centravanti almeno in altre due o tre circostanze, come a metà ripresa, sfiorando sottoporta il tris. La sua crescita visibile può essere tra i capolavori del tecnico, ma serve la prova del nove in Lombardia.
TAYLOR 6,5 – Lavoro oscuro e l’inserimento – con annesso assist – del gol di Cancellieri. Sta crescendo tatticamente, anche se deve lavorare molto in fase di non possesso. Prende un’ammonizione ingenua, con l’Atalanta serviranno anche doti da incontrista puro. Un suo destro in avvio di ripresa era sibilato a fil di palo.
CATALDI 6 – Una partita ordinata con una percentuale di passaggi riusciti elevata, ma tra i reduci dall’infermeria Danilo sembra il più indietro di condizione. Non sta benissimo, deve fare un miracolo per mercoledì sera per evitare che Patric e Basic debbano rappresentare alternative in regia.
BASIC 7 – Una gara sufficiente condita dal gol importante che bissa l’1-0 alla Juventus di fine 2025. Il croato è molto pulito in uscita, gioca di prima e in modo semplice, e si inserisce al meglio sull’assist dalla sinistra di Tavares non sfruttato da Cancellieri.
CANCELLIERI 7,5 – Finalmente la sua partita, fatta di attacchi agli spazi che Conte ci ha lasciato sin dall’inizio. Riparte a testa bassa, sigla il gol del vantaggio che spiana la nostra strada, impegna Milinkovic con un mancino deviato che diventa velenoso. Si divora il gol del raddoppio ed è “salvato” da Basic, che non perdona. Ancora molto acerbo, ma oggi ha estratto una rondine dal cilindro. Tornando a gonfiare la rete a sette mesi dall’ultima volta.
NOSLIN 8 – Migliore in campo, è stato costretto a giocare l’intera gara dalle condizioni peggiori dei compagni, ma già al 60’ aveva – legittimamente – i crampi. Torna da centravanti puro e fa venire il mal di testa a Buongiorno. Si invola fino a Milinkovic procurando il rigore poi fallito da Zaccagni, avvia l’azione del raddoppio e si sbatte tantissimo sull’intero fronte offensivo. Non è un centravanti, ma la performance è stata spaziale.
ZACCAGNI 6 – Sbaglia il rigore, il primo in carriera, facendosi ipnotizzare dal gigante Milinkovic. Ma aveva avviato a meraviglia l’azione del vantaggio. Ci facilita tutte le uscite in un primo tempo che resta ottimo. Esce quando non ne ha più, sperando che tra quattro giorni regga più di un’ora.
I cambi
PROVSTGAARD 6 – Romagnoli guida la linea, il danesino deve limitarsi ad osservare e replicare per l’ultima mezz’ora di gioco contro l’amico e connazionale Hojlund.
HYSAJ NG
DELE-BASHIRU 5,5 – L’unica insufficienza, entra in campo per l’ultimo terzo di gara al posto di Basic e appare il solito centrocampista ingolfato. L’unica speranza è che solitamente la Dea gli porta bene…
DIA 6 – Si dà tanto da fare da prima punta. Non ha grandi occasioni, ma gioca di sponda e ci fa salire discretamente.
PATRIC 6 – Addormenta i ritmi e palleggia abbastanza bene nell’ultima mezzora, senza badare al sottile quando fiuta il pericolo.
L’allenatore
SARRI 8 – Poker al Maradona, siamo diventati la bestia nera a domicilio per il Napoli di Spalletti e poi di Conte. Confeziona un capolavoro tattico fatto di organizzazione difensiva commovente e conduzioni offensive oliate. In stagione è il primo a non concedere neanche una conclusione nello specchio al Maradona, e stasera abbiamo ben cinque occasioni nitide in casa dei partenopei. A Bergamo sarà ancora più dura, ma la vittoria dominante resterà negli annali.