«Fiorentina-Lazio? Siamo arrivati alla resa dei conti: il palazzo, dopo tante favole, sta venendo giù. Se la Lazio non riesce a battere una Fiorentina priva di nove giocatori e invischiata nella lotta salvezza, come può pensare di ottenere risultati positivi contro Napoli e Atalanta, squadre più forti e al completo? Ieri sera si è vista una squadra povera di qualità, senza motivazioni né entusiasmo. La sensazione è che Sarri sia ormai in attesa di una chiamata da Firenze per chiudere la sua esperienza alla Lazio: come dichiarato nel post-partita, è stata una stagione devastante e non ce la fa più nemmeno lui. Le parole al miele tra Paratici e Sarri nel pre e nel post-gara, unite agli applausi del pubblico, contribuiscono a delineare un quadro piuttosto chiaro. Lotito, dal canto suo, sceglierà il solito allenatore disposto ad accettare la campagna acquisti fatta dalla società, con il rischio di un ulteriore ridimensionamento». Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «La verità è sempre il contrario di ciò che viene detto dal presidente Lotito. In caso di addio di Sarri, la responsabilità verrebbe probabilmente attribuita al tecnico, accusato di non aver valorizzato i nuovi acquisti. A queste favole, però, i tifosi della Lazio non credono più. Taylor? È un buon giocatore, ma in un centrocampo con Leiva, Luis Alberto e Milinković-Savić difficilmente avrebbe trovato spazio da titolare. Oggi emerge perché il livello generale della squadra è mediocre. Questa è la differenza rispetto al passato: le riserve di ieri sono diventate i titolari di oggi. L’attuale Lazio non compete più con le squadre di vertice, ma con realtà di fascia media come l’Udinese».
Infine: «Episodio Mandragora-Noslin? Sarri ha ragione: quello non dovrebbe essere calcio di rigore, ma nel calcio di oggi viene spesso considerato tale. La spiegazione fornita da Fabbri, inoltre, è apparsa poco convincente: sostenere che non ci sia infrazione equivale a dire che non ci sia stato contatto, circostanza che giustificherebbe un’ammonizione per simulazione. In realtà, il contatto c’è, seppur lieve: non è intenso, ma è comunque presente».