Al termine di Fiorentina-Lazio sono arrivate come di consueto le pagelle del nostro direttore, Guido De Angelis.
MOTTA 6 – Non gli riesce la parata importante su Gosens, è l’unico tiro in porta ricevuto in tutta la partita. Serata tranquilla, e una tendenza a faticare ad uscire dai pali.
LAZZARI 5,5 – Al rientro dopo due mesi e mezzo, fa una prima mezz’ora furiosa ma poi Gosens gli salta in testa e firma il quinto gol alla Lazio in tredici partite. Ripresa senza guizzi. Ci ha spiegato il motivo per cui gioca Marusic: con questa struttura fisica ogni traversone è un rebus. E oggi di testa ha perso, inevitabilmente, tutti i duelli. Peccato, perché era sempre stato propositivo.
ROMAGNOLI 6 – Domina la retroguardia, le letture sono tutte sue. Rende semplice ogni contrasto annullando Piccoli e facilitando anche i compiti di Provstgaard. Lo rimpiangeremo.
PROVSTGAARD 6 – Giocare in coppia con Romagnoli è semplice, vedo difficile che il danesino possa essere il leader della difesa del futuro. Non commette grosse sbavature, ma si prende anche poche responsabilità, sapendo di essere coperto. Fabbian lo anticipa due volte, evidenziandone la scarsa reattività.
TAVARES 5,5 – Difensivamente non soffre Dodò, in avanti non ruba l’occhio, se non con il cross per la testa di Ratkov. Irritante la gestione dei calci d’angolo, comunque più coinvolto rispetto al passato.
BASIC 4 – Al rientro dopo due mesi, non è mai entrato in partita. Sbaglia quasi tutto, non è di certo un ragazzo da cui ripartire per il futuro.
PATRIC 5,5 – Ha tutte le attenuanti del caso, non essendo un regista, ma si ostina ad andare per vie centrali, anche perché nessuno in avanti gli detta il passaggio: la linea viola è bloccata, la Fiorentina specula sul vantaggio. Si prende meno responsabilità del solito, anche se poi aveva mandato in porta Cancellieri, prima che l’ex Parma si divorasse il vantaggio.
TAYLOR 5,5 – Si adegua ai ritmi e alla caratura dei compagni, giocando l’ennesima gara senza infamia e senza lode. Niente spunti, non si riesce a mettere in proprio. Quasi impalpabile.
CANCELLIERI 4,5 – Inadeguato a questi livelli, mette giù la testa e regala sempre la sfera all’avversario. Cestina in avvio di gara l’occasione per sbloccare la sfida. Continua imperterrito ad accumulare errori, e aiuta pochissimo Lazzari in fase di non possesso. Una sciagura.
DIA 5 – Inizia anche bene lavorando da pivot e spianando la strada a Zaccagni, che si mangia un gol clamoroso. Poi si limita al compitino. Scolastico fino all’uscita dal campo.
ZACCAGNI 5,5 – Torna dal 1’ a sorpresa e spreca l’occasione più gigante della partita, calciando senza verve. Comunque il più pericoloso, è l’unico a creare qualche grattacapo alla retroguardia di casa. Esce al break, doveva soltanto mettere minuti nelle gambe.
I cambi
DELE-BASHIRU 5 – Impalpabile, entra in campo in maniera soporifera. Dopo un anno e mezzo, non è mai cresciuto. E anche la mentalità mi sembra piatta.
NOSLIN 6 – Tanto rumore per nulla: molto fumo sulla sinistra, poi quando arriva in zona gol o si allunga la sfera o calcia in curva da ottima posizione. Si guadagnerebbe comunque un mezzo rigore per un tocco in area di Mandragora, ma la Lazio è sola ed è semplice farle uno sgarbo. Uno in più o uno in meno…
RATKOV 6 – Una dozzina di minuti più recupero, giusto il tempo di respingere un corner a sfavore e impegnare di testa de Gea da posizione ravvicinata.
PEDRO 5,5 – Ingresso meno effervescente del solito, con un pizzico di nervosismo. Potrebbe finalmente giocare per vie centrali nel 4-2-3-1, ma la gestione del finale di gara della nostra squadra è folle, con i padroni di casa che riescono a rimanere serenamente alla bandierina, tenendoci lontani dalla porta. Suo l’ultimo tiro della partita, è un passaggio a de Gea.
ISAKSEN 5 – Fumoso anche lui, non riesce a impegnare Balbo né a saltare l’uomo. La Fiorentina era tutta schierata a difesa del vantaggio, ma il danese non sembra ancora aver riacceso la spina dopo l’eliminazione della sua Danimarca.
L’allenatore
SARRI 6 – Ultimamente andiamo sotto alla prima occasione concessa ad un rivale spuntato: un peccato, perché anche stasera eravamo stati noi ad avere due chances enormi per sbloccarla. Non abbiamo la qualità per incidere in zona gol, e senza dieci calciatori paghiamo un prezzo troppo caro in una gara che non avremmo meritato di perdere.