«Parma-Lazio? Si tratta di partite di preparazione all’unico appuntamento che conta davvero, ovvero la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta. Il campionato della Lazio, di fatto, è finito da tempo. Tra l’altro, non è semplice giocare in queste condizioni, tra infortuni e protesta dei tifosi. Lotito continua a parlare solo di politica e non di Lazio. Al presidente non cambia molto se la squadra arriva ottava, nona o decima: l’importante è ottenere il massimo con il minimo sforzo economico. Per lui la Lazio è un mezzo, non un fine. È di passaggio. Lotito non va mai a Formello, non va mai in trasferta, non partecipa mai alla vita della squadra. Di fronte a tutto ciò, è normale che il presidente, unico azionista di maggioranza, non abbia mai speso una parola? La Lazio oggi è nona in classifica e all’orizzonte ci sono due trasferte difficili, contro Fiorentina e Napoli, che rischiano di farla scivolare ancora più in basso. La conferenza prevista per fine marzo? Per farla bisognerebbe avere argomenti concreti, non le solite parole. È questo il problema: tante frasi di circostanza per guadagnare tempo, ma nulla di realmente concreto». Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Anche Sarri ha le sue responsabilità. Ad esempio, nell’ultima partita ci si sarebbe potuti aspettare l’impiego di Ratkov per sfruttarne le qualità nel gioco aereo, ma il tecnico ha scelto ancora una volta di escludere il serbo. Il fatto è che continuano a esserci piccole frizioni tra Lotito e Sarri, e questo cortocircuito porta a buttare soldi su soldi. Sarri ha le sue colpe, ma pensare che il problema della Lazio sia l’allenatore significa non cogliere il punto. Il tecnico potrebbe sicuramente fare meglio, ma chi concentra l’attenzione su di lui, ignorando Lotito, lo fa in maniera strategica per cercare di depistare l’attenzione dei tifosi. Il vero grande problema della Lazio resta la gestione del club, nelle mani della stessa persona da oltre vent’anni».
Infine: «Arbitraggio di Parma-Lazio? Nel complesso si tratta di un arbitro modesto, per non dire altro. Non lo considero un direttore di gara con grande personalità, anche se la sua direzione non ha inciso sul risultato. L’unico episodio su cui sarebbe servita maggiore attenzione è il fallo di Strefezza su Cataldi: un intervento duro che avrebbe meritato almeno una revisione al VAR. Gli arbitri più affidabili restano Doveri, Guida, Massa e Colombo. Poi c’è un gruppo di 6-7 direttori di gara “impiegabili”, mentre gli altri appaiono modesti, per non dire altro».