«Il rapporto tra tifosi e società è sempre stato molto fragile e ora sembra essersi definitivamente incrinato, a causa di una dirigenza poco attenta alle aspettative della propria gente. Nell’ottica della società, i tifosi devono pagare, stare zitti e non contestare, mentre il club può fare ciò che vuole. In casa Lazio non ci sono particolari novità: la stagione appare anonima, ma non si tratta di una casualità. La programmazione, se presente, sembra orientata principalmente alla riduzione dei costi, con inevitabili ripercussioni anche sull’aspetto tecnico. Di sponsor, Academy, chiesa e piano quinquennale si è parlato molto, ma senza concreti riscontri. Tante parole, ma pochi fatti. La realtà, al momento, racconta di una squadra che galleggia a metà classifica. La Lazio appare come una candela che sta lentamente perdendo forza: per invertire la rotta servirebbero investimenti che, allo stato attuale, non sembrano in programma. Lotito è in Senato e, in questo momento, sembra concentrato su tutto fuorché sulla Lazio». Queste le parole di Stefano Mattei nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «Nazionale? Questa sera il calcio italiano si gioca la propria credibilità. Fallire la qualificazione al Mondiale, soprattutto alla luce dell’allargamento del torneo, sarebbe un risultato terribile. La Bosnia si chiuderà e cercherà di sfruttare le ripartenze. L’Italia è al 13° posto nel ranking, mentre la Bosnia occupa il 71°: gli azzurri affronteranno una squadra che, numeri alla mano, è inferiore anche all’Irlanda del Nord, attualmente al 69° posto. Non sarà una partita bella, ma una sfida sporca e cattiva, anche alla luce delle polemiche degli ultimi giorni. Tuttavia, la sensazione è che, alla fine, l’Italia possa farcela. Questa squadra ha le qualità per superare la fase a gironi del Mondiale, ma difficilmente potrà andare molto oltre nella fase a eliminazione diretta».