«Un altro stop per Zaccagni, il terzo dall’operazione alla pubalgia di giugno. S’è fatto male contro il Milan, pensava fosse un trauma da ginocchiata. Era l’anticamera di uno stiramento, è stato chiaro a fine partita. […] Lo stop è quantificabile in 30-40 giorni, solo nuovi esami chiariranno i tempi con precisione». Così recita l’edizione odierna del “Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Incubo Zaccagni: altro stop”.
Ennesimo problema fisico per Mattia Zaccagni. Come riportato dalla società in un comunicato diffuso nella giornata di ieri, il capitano biancoceleste, uscito all’84’ della sfida contro il Milan a causa di un fastidio al quadricipite, ha riportato «una lesione muscolare post traumatica di media entità a carico del vasto mediale e del vasto intermedio della coscia destra». Contro i rossoneri Zaccagni aveva stretto i denti. L’ipotesi iniziale era quella di una semplice botta al ginocchio, scenario che ha rapidamente lasciato spazio al pessimismo del post-partita, quando è emersa la consapevolezza che potesse trattarsi di un problema più serio. Il numero 10 ha già iniziato il protocollo di recupero, ma sarà costretto a rimanere ai box per circa 30-40 giorni. Tuttavia, saranno i controlli in programma la prossima settimana a permettere una valutazione più precisa dell’evoluzione dell’infortunio. Stagione sfortunata per l’esterno emiliano, al terzo stop dopo l’operazione chirurgica per la pubalgia effettuata la scorsa estate. Il classe ’95 è ora da considerarsi in forte dubbio per l’appuntamento clou della stagione: la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Atalanta, in programma mercoledì 22 aprile alle 21:00. Tutto dipenderà dalle risposte che Zaccagni darà nel corso del protocollo riabilitativo, con la speranza che il capitano biancoceleste possa riuscire, come già accaduto in passato, ad accorciare i tempi e tornare in campo prima del previsto. Sarri incrocia le dita.