«I numeri al botteghino stanno confermando la volontà di dare questa ulteriore prova d’amore, visto che a ieri sera erano 17.500 i biglietti staccati, da aggiungere così ai 27.000 abbonati: sarebbero 29.918, ma dal calcolo vanno sottratti gli aquilotti, gli under 14, che hanno comunque potuto riacquistare il proprio posto in prelazione […], ma figurano comunque nei biglietti venduti». Così recita l’edizione odierna del “Corriere dello Sport” nell’articolo dal titolo “Olimpico, l’obiettivo è 50.000”.
The last dance.
Ci avviciniamo alle battute finali di una stagione tormentata, che ha sancito la frattura ormai irreparabile tra tifoseria e società. Nei giorni scorsi i rappresentanti della tifoseria organizzata biancoceleste, tramite un comunicato pubblicato sulle proprie pagine social, hanno reso nota la volontà di tornare a sostenere i propri colori allo stadio per un’ultima volta. Lazio-Milan, in programma domenica alle 20:45, sarà l’occasione per un ultimo ballo insieme. Una grande “festa” organizzata allo scopo di mostrare alla dirigenza e al mondo intero quale sia la differenza tra uno stadio deserto e uno stadio ricolmo d’amore, animato da una fede totalizzante, non scalfibile dalle circostanze esterne. Proprio quella passione che i giocatori e mister Sarri hanno più volte invocato nelle ultime settimane, consapevoli del fatto che i tifosi della Lazio, pur non scendendo in campo, costituiscono il quadro – e non la cornice – di una storia ultracentenaria.
Contro il Milan, quindi, l’Olimpico tornerà a vestirsi di biancoceleste. A ieri sera erano 17.500 i biglietti staccati, una cifra che – aggiunta ai 27.000 abbonati (dalla quota standard di 29.918 vanno sottratti gli Aquilotti, ovvero gli under 14, che hanno comunque avuto la possibilità di riacquistare il proprio posto in fase di prelazione) – porta il parziale delle presenze a quota 45.000, di cui circa 4.500 tifosi rossoneri. A due giorni dalla sfida il dato è destinato inevitabilmente ad aumentare: l’obiettivo è staccare altri 10.000 tagliandi e arrivare così a quota 55.000 presenze, la cifra standard per i match di cartello di questo tipo. Tutti gli occhi, però, saranno puntati sulla spettacolare coreografia della Curva Nord, presentata come l’ennesimo capolavoro da aggiungere alla pinacoteca biancoceleste: una collezione di opere d’arte che nel corso degli anni ha incantato l’Italia e il mondo intero.
«La Lazio è dove sono i laziali», recitava una vecchia coreografia realizzata dai tifosi biancocelesti. Un motto ripreso anche dalla società stessa, che nella giornata di ieri – attraverso un video motivazionale pubblicato sui propri canali social, corredato dalla didascalia «Different minds, same jersey» – ha cercato di tendere una mano alla gente laziale, invocando unione di intenti nonostante la possibile diversità di vedute. Un tentativo, forse vano, di riavvicinare una tifoseria che appare ormai stanca, rassegnata, delusa. I tifosi laziali torneranno, sì, ma lo faranno soltanto per un’ultima volta.
Un ultimo atto d’amore per tornare a sognare.