Al termine di Lazio-Sassuolo 2-1 il nostro direttore, Guido De Angelis, ha dato voti e giudizi ai protagonisti biancocelesti del match. Ecco, come di consueto, le sue pagelle.
MOTTA 6 – Da fuori è facile concentrarsi sulle sbavature: ha 21 anni (e 55 giorni) ed è il più giovane portiere ad esordire in A con la Lazio. Ci fa correre un brivido rimanendo in porta sulla traversa di Garcia, un altro sulla conclusione di Laurienté, ma poi compie una buona parata sul tap-in di Doig. Esordio positivo, sufficiente. Di certo sarà chiamato ad affrontare rivali complicatissimi e aveva bisogno di un’iniezione di fiducia di questo tipo.
MARUSIC 6,5 – Reduce da due errori marchiani in coppa con l’Atalanta, si fa perdonare col gol da tre punti (il primo in stagione di un difensore) dopo una prova altalenante su uno scatenato Laurienté. Lo critichiamo spesso, ma oggi merita di esultare. Per alcuni è un “gol salvezza”, in realtà ci fa respirare e ci porta nuovamente nella parte sinistra della classifica. Siamo ancora vivi.
GILA 7 – Partita da veterano fatta di letture puntuali, anticipi importanti, palloni deliziosi in uscita e cambi di campo panoramici da urlo. Nella ripresa si reinventa Luis Alberto e manda in porta Isaksen (che spreca), qualche minuto prima si era fatto tutto il campo per arrivare in porta. Leader carismatico e ottimi piedi, ma soprattutto tanta ferocia agonistica.
ROMAGNOLI 6 – Un po’ fermo, non accorcia coi tempi giusti sul gol del Sassuolo, arrivato comunque con un Cataldi infortunato e impossibilitato a fare da schermo. Aveva deviato in modo beffardo un sinistro di Nzola che per poco non sorprendeva Motta. Esce all’intervallo per un indurimento del polpaccio, incrociamo le dita e speriamo che sia solo un riacutizzarsi della botta presa con l’Atalanta mercoledì sera. Troppo importante.
TAVARES 7 – Forse la nota più lieta. Da settimane sta dando tutto in campo, gli è cambiata la testa. Lontano parente del calciatore fragile fisicamente e indisciplinato, Sarri lo sta rendendo uno stantuffo razionale e poderoso nelle due fasi. Sovrapposizioni, cross, Berardi annullato e tanta sostanza. Finalmente, Nuno! Non lo dicamo troppo forte…
TAYLOR 6 – Fa tanta legna correndo per due. Non è troppo appariscente, ma cerca di giocare ad un tocco e qualche sventagliata per Isaksen è certamente degna di nota. Nella ripresa arriva scarico in zona gol e si fa murare la conclusione del possibile vantaggio. Bella l’esultanza finale, come se avessimo vinto un trofeo: è l’atteggiamento giusto.
CATALDI 6 – Molto sfortunato, era tra i migliori di un primo quarto di gara importante che avremmo meritato di chiudere almeno sul doppio vantaggio. Si accascia a terra toccandosi il polpaccio alla mezz’ora, esce otto minuti più tardi e purtroppo scivola su Nzola prima dell’incurisione di Laurienté che vale il pareggio ospite. Speriamo di non perderlo a lungo, la cabina di regia è tutta sua.
DELE-BASHIRU 6,5 – In crescita, a livello di fisicità e strappi è certamente il nostro elemento più importante. Quando si incolla al diretto avversario, non lo sposti. Non prende tante iniziative, ma comincia a capire il gioco e non demerita. Sta entrando nel vivo, la speranza è che possa continuare ad avere un maestro come Sarri ancora a lungo.
ISAKSEN 6 – Vero, si divora un gol clamoroso su assist delizioso di Gila, come già fatto altre quattro volte in stagione (tra Pisa, Bologna, Fiorentina, sono tanti i punti persi). Ma aveva iniziato come una furia, facendo impazzire Garcia e di fatto dando il là al gol del vantaggio di Maldini. Già nel primo tempo aveva graziato Muric. Prendere o lasciare, il ragazzo è questo.
MALDINI 6,5 – Una spizzata intelligente ad anticipare Muharemovic, così avvia l’azione dell’1-0 di Isaksen, che poi chiude col tap-in facile facile da un metro. Si tratta del suo primo gol alla Lazio. Da lì in poi forse gongola un po’ troppo e non prende più un pallone.
ZACCAGNI 5,5 – Non trascina la squadra, non si accende nei momenti topici, anzi tenta conclusioni deboli e velleitarie senza capire a fondo il momento. La sensazione è che la spina non sia del tutto attaccata. Insufficiente e quasi mai pericoloso, sbaglia spesso l’ultima scelta. Impreciso.
I cambi
PROVSTGAARD 6 – Deciso su Nzola, aggressivo su Moro. In coppia con Gila per la ripresa, sostituisce al meglio Romagnoli. E continua a mettere minuti di esperienza nelle gambe. Gli torneranno utili. Prima del recupero salta di testa su punizione, ma spedisce alto.
PATRIC 6 – Rovella e Basic sono infortunati, Cataldi è costretto a uscire, Belahyane è un portatore di palla e non un metronomo. Così, per oltre un’ora di gioco, il nostro regista è il difensore spagnolo, che se la cava egregiamente. Pulito nelle traiettorie, manda in porta Zaccagni che è in fuorigioco. Sarri lo ha reso un centrale difensivo affidabile contro ogni pronostico, ma forse non avremmo mai immaginato di vederlo da playmaker. L’atteggiamento è quello di un veterano di questa squadra.
PEDRO NG – Pochi minuti per riprendere confidenza con il campo al rientro dall’infortunio. Non è giudicabile.
DIA 6 – Il gol cambia la vita di un attaccante, e dopo essersi sbloccato in coppa italia il senegalese (pur senza far cose trascendentali) è più vivo e pimpante della versione malinconica che abbiamo visto per due mesi e mezzo in assenza di Castellanos alla fine del 2025. Fa a sportellate con Idzes, ci fa salire, e interpreta al meglio il ruolo di subentrato. Sarà una risorsa.
CANCELLIERI 6 – Entra al posto di Isaksen dopo aver collezionato solo pasticci negli ultimi mesi. Per fortuna, una volta tanto, il suo mancino pesca la testa di Marusic per il 2-1 finale.
L’allenatore
SARRI 7 – Con la squadra già rimaneggiata, perde pure Provedel, Cataldi e Romagnoli. Eppure, domina il Sassuolo e stramerita di vincere in un Olimpico – per la quarta volta – deserto. Prima mezz’ora importante, poi una lieve flessione. Ma nella ripresa dimostriamo di voler vincere più di un rivale reso meno fastidioso di quanto non fosse alla vigilia. Motivatore, stratega e maestro: con uno come lui in panchina dovresti aprire un ciclo, invece lo si farà andar via ancora una volta…