«La partita? Il fatto di essere stati ripresi per ben due volte dimostra sicuramente una grande fragilità psicologica da parte della squadra. Sapevo che la Lazio avrebbe fatto una partita importante e che avrebbe avuto una reazione di questo tipo. Al di là del quarto d’ora iniziale, in cui i biancocelesti non riuscivano a entrare in partita, la squadra ha poi avuto una scossa e sono arrivati segnali importanti da alcuni giocatori spesso criticati, come Dia, Dele-Bashiru e Tavares. Il mio grande rimpianto è che, con un presidente in grado di porsi in un altro modo con i tifosi, la gente sarebbe andata allo stadio e, come ha detto Sarri nel post-partita, la Lazio avrebbe probabilmente vinto la gara per 2-1». Queste le parole di Giulio Cardone nel corso della mattinata nella trasmissione “Quelli che…”, in onda sui canali 98.100 di RadioseiLazio.
L’opinionista ha poi proseguito: «La partita di ritorno? Manca ancora troppo tempo per riuscire a interpretare bene questa sfida: mancano praticamente due mesi. È chiaro che, se le due squadre dovessero presentarsi con le rose al completo, la Lazio dovrebbe compiere un’impresa per raggiungere la finale. C’è però un problema tattico: l’Atalanta è spesso in superiorità numerica a centrocampo, quattro contro tre. Per questo motivo la gara di ritorno andrà preparata con grande attenzione. Sarri? Ieri si vedeva chiaramente che era molto infastidito dalle dichiarazioni rilasciate il giorno prima dal presidente Lotito. Basic? Ha questo fastidio, classificato come un’infiammazione al tendine dell’adduttore, che non gli consente ancora di allenarsi con continuità e in maniera completa. Tuttavia, contro il Sassuolo dovrebbe tornare a disposizione».