Le parole di Danilo Cataldi in conferenza stampa, al termine dell’andata della semifinale di Coppa Italia contro l’Atalanta terminata 2-2.
«Ho detto che ci stavamo giocando la vita. Non mi fanno impazzire i teatrini, ho detto una cosa inerente al momento. Non metto in paragone una partita di calcio con quello che sta succedendo nel mondo. È solo una partita fondamentale per la nostra stagione».
Dopo il gol vi siete abbassati e avete preso gol, è un neo di carattere psicologico?
«Penso anch’io. Il peccato è stato subire col un minuto dopo averli fatti, in delle situazioni che dobbiamo migliorare. Ci siamo abbassati troppo, loro hanno qualità importanti, l’unica ancora in Champions. Anche con i cambi hanno giocatori forti. Erano situazioni che dovevamo gestire meglio»
Quanta amarezza c’è? Quanta tristezza nel vedere la Nord deserta?
«C’è amarezza per il pareggio, ma c’è contentezza, noi dobbiamo essere questi. Dobbiamo lottare su ogni pallone, non dobbiamo essere quelli di Torino, spenti. C’è amarezza per il risultato e per come è arrivato, ma c’è qualcosa che ci deve far andare avanti in campionato fino al ritorno. Stasera giocare in un ambiente pieno sarebbe stato diverso. Rispettiamo le scelte, dal punto di vista di chi è in campo è complicato, ma stiamo provando a dare tutto»
Cosa dobbiamo aspettarci dalla Lazio da qui alla sfida di ritorno?
«Noi anche in campo ci siamo resi conto di aver fatto una brutta prestazione. Quando non si ha qualcosa dentro, poi si può parlare di tattica e moduli, si fa fatica a commentare una prestazione. L’augurio è di essere questi, poi le partite si possono perdere. Con questa voglia di non prendere gol»
Qual è il termometro dello spogliatoio? C’è unione con Sarri?
«Su questo non ci sono dubbi, la squadra è col mister, siamo un bel gruppo, coeso. Una settimana fa abbiamo fatto tre partite in una settimana e le abbiamo fatte bene. C’è stato un blackout a Cagliari e a Torino, ma non so perché. In automatico fai fatica a trovare la soluzioni. A volte le stagioni sono complicate e bisogna accettare le difficoltà, cercando di superarle»
Da qui al ritorno, come pensate di trovare la concentrazione? Come puoi aiutare i tuoi compagni?
«Penso sia banale trovarle. La classifica dice che siamo a 34, siamo la Lazio. Le motivazioni si devono trovare. Si sta facendo un campionato scadente. Poi è chiaro che nella Coppa Italia c’è la possibilità di alzare un trofeo, ma in campionato bisogna trovarle. Spero che questa partita ci possa dare un “la” e la voglia di vincere con squadre anche inferiori»